giovedì, 19 febbraio 2009
Negli Usa sussidi di disoccupazione hanno raggiunto a febbraio quota 627mila unità
In questi giorni negli Stati Uniti d’America dell’amministrazione Obama le richieste di sussidi di disoccupazione hanno raggiunto quota 627mila unità, nella settimana terminata lo scorso 14 febbraio, sostando sullo stesso livello della settimana precedente (dato rivisto da 623mila). Gli analisti avevano stimato che le richieste scendessero a 620mila unità. La media a quattro settimane è salita a 619mila unità, cosi risultanti il livello più elevato verificato dal 1982. Dai dati resi noti dal Dipartimento del Lavoro è inoltre emerso un rialzo ragguardevole del numero di disoccupati che ricevono sussidi dello Stato: nella settimana iniziata il 7 febbraio il numero di persone sostenute dagli Stati Uniti si è attestato a 4.987.000, aumentando di 170mila unità, in dati destagionalizzati e corretti.
Si tratta di un record, per la precisione il quarto consecutivo, da quando viene calcolata tale statistica, ovvero dal 1967. Il top del novembre 1982 era già stato superato a metà gennaio. In dati grezzi il numero di disoccupati che riceve assistenza statale è pari a 5.956.930. Dall’inizio della recessione americana nel dicembre 2007 il 2,6% di tutti posti di lavoro è stato perso e in questo periodo il 60,1% degli statunitensi fra i 15 e i 64 anni risulta occupato.
Ai minimi storici anche la quantità di ore medie lavorate settimanalmente, pari a 33,3. Particolarmente pesante è stata la perdita di posti di lavoro nel settore manifatturiero con oltre 207 mila unità, al livello più alto dal 1982. Nel settore dei servizi, invece, il saldo è stato pari a -279 mila. Di 271 gruppi economici solo il 25% di essi ha riportato un saldo netto positivo in termini di lavoro creato. La paga media, pari a 18,46 dollari all’ora lordi, è cresciuta dello 0,3% (ovvero circa 5 centesimi) su base mensile e del 3,9% su base annua.
Nel frattempo I prezzi alla produzione sono aumentati in gennaio dello 0,8%, ben oltre le attese degli analisti che erano per un incremento dello 0,3%. L'indice core è invece cresciuto dello 0,4% contro le attese di un più modesto +0,1%. Su base annua l'indice core è invece cresciuto del 4,2%. La performance odierna dell'indice attenua sensibilmente i timori per l'innesco di una spirale deflazionistica nell'economia americana. Secondo i dati del dipartimento del Lavoro poi, in gennaio i prezzi dell'energia sono cresciuti del 3,7% con un +15% per i prezzi della benzina. I prezzi delle auto sono invece cresciuti dello 0,3%, quelli dei prodotti per le telecomunicazioni dell'1,3% e quelli dei prodotti farmaceutici dell'1,1%. In calo invece dello 0,4% i prezzi dei farmaci. Il prezzo de prodotti semilavorati infine è calato in gennaio dello 0,7% mentre la medesima componente riferita però ai prodotti core è calata dell'1,1% rispetto al mese precedente.
Scritto: da LuisB
18:34 Scritto da : LuisB in Attualità, Economia, Politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: economia, disoccupazione, usa, obama, sussidi, lavoro, politica |
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