mercoledì, 17 dicembre 2008
La Cina lancia la sua prima automobile ibrida
Con la F3DM commercializzata questo lunedi da BYD Auto, la giapponese Toyota Prius ha ormai una rivale cinese nell'Impero di Mezzo o presto negli Stati Uniti per non parlare dell’Europa. Poiché entro il 2010, la società con sede nella provincia di Shenzhen, detenuta al 9,9% da Warren Buffet, intende allargare all'America la sua conquista del mercato delle auto ad energia rinnovabile. Le giapponesi Toyota Prius e Honda Civic Hybrid hanno ormai una rivale cinese. Questo lunedì, la società BYD Auto, ha iniziato la commercializzazione della prima automobile ibrida elettricità-benzina mai prodotta in serie in Cina.
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giovedì, 27 novembre 2008
Dall'animale all'uomo: l’evoluzione della catena tossica
Sono le uova che hanno fatto individuare la frode. Durante settimane, lo scandalo della melammina, questa sostanza fraudolentemente aggiunta al latte e che ufficialmente ha ucciso 4 bambini cinesi e ne ha reso malati più di 54.000, erano restati circoscritti ai prodotti lattici. Quindi, un giorno d'ottobre, un dispositivo di controllo ha individuato questo prodotto tossico in uova venute da Cina continentale in vendita in un supermercato di Hong Kong. Immediato panico della popolazione sul pollame: se il consumo del latte di mucca è relativamente recente in Cina, quello delle uova, dei polli e delle anatre, in compenso, è da sempre molto diffuso.
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martedì, 05 agosto 2008
Il nuovo veicolo passe-partout di Toyota
In tempi di crisi energetica e con il prezzo dei carburanti alle stelle, la casa automobilistica giapponese Toyota lancia sul mercato quella che vuole essere la risposta, anche se parziale e neanche tanto originale, al trasporto a corto raggio urbano. Toyota ha svelato nei giorni scorsi un nuovo modo di trasporto per facilitare gli spostamenti nelle vie, le stazioni ferroviarie, gli aeroporti, i centri commerciali o altri vasti luoghi pubblici.
Questo veicolo per una sola persona, battezzato “Winglet", si presenta come una piccola piattaforma a ruote basse con una struttura verticale che s’incastra tra le gambe del passeggero, o uno joystick da tenere in mano, secondo la versione del modello. Il veicolo richiude una batteria dai sensori d’orientamento e molte innovazioni tecnologiche per garantire una manipolazione facile e sicura. Il prototipo del modello più avanzato integra un terminale d'informazione multimediale e di localizzazione e posizionamento satellitare.
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mercoledì, 26 settembre 2007
I 10 luoghi più inquinati del pianeta
Recentemente l’organizzazione ambientalista statunitense Blacksmith Institute, in cooperazione con Green Cross Svizzera, ha stilato l’elenco dei dieci luoghi più inquinati del mondo per il presente anno 2007. La maggior parte delle località inserite nella lista Dirty 30 si trova in Asia: Cina, India e Russia sono i Paesi più rappresentati.
I criteri alla base di questa selezione sono stati elaborati da un team di esperti internazionali che inglobano ricercatori della Johns Hopkins University, del Hunter College, della Harvard University, dell’IIT Delhi, della University of Idaho, del Mt. Sinai Hospital di New York e primari collaboratori di aziende internazionali per la tutela dell’ambiente. Per quanto riguarda la metodologia, quest’anno è stato dato maggior peso all’entità e alla tossicità della contaminazione e al numero delle persone esposte al rischio.
Nella lista quest'anno figurano Sumgait, in Azerbaijan; Linfen e Tianjin, in Cina; Sukinda e Vapi, in India; La Oroya, in Perù; Dzerzinsk e Norilsk, in Russia; Cernobyl in Ucraina e Kabwe, in Zambia. Sono in parte riconferme, in parte nuovi arrivi. Escono dai top ten, ma restano tra i primi trenta, Haina (Repubblica Dominicana), Ranipet (India), Mailuu Suu (Kirghizstan) e Rudnaya Pristan (Russia). Vi entra in cambio a pieno titolo il complesso industriale per la produzione del piombo di Tianjin, in Cina, considerato da solo responsabile della metà dell’inquinamento totale della regione.
Tra gli agenti tossici rilasciati in abbondanza nell'ambiente si trova in quantità massicce il micidiale piombo, una sostanza additata fra le più pericolose per lo sviluppo intellettuale dei bambini. Preso in considerazione per la prima volta anche il centro di Vapi, in India, un esempio di sfruttamento industriale «selvaggio»: in questa località sono presenti più di 50 fabbriche che contaminano il suolo e la falda freatica locale con pesticidi, PCB, cromo, mercurio, piombo e cadmio. La quantità di mercurio presente nella falda freatica di Vapi è 96 volte più alta di quella raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
C'è poi il centro minerario di Sukida, anch'esso presente in India, dove si concentrano oltre il 97% degli scarichi di cromo del Paese, rilasciati nelle riserve di acqua potabile da dodici miniere sfruttate senza il minimo controllo ambientale. Sumgait, in Azerbaijan, è un lascito dell’ex Unione Sovietica: un complesso industriale che inquina la regione con prodotti chimici industriali e metalli pesanti. Il risultato è un tasso di tumori tra la popolazione locale dal 22% al 51% più elevato della media del Paese. Particolare allarme desta l'alto numero di mutazioni genetiche registrato specialmente fra i neonati.
Nella Repubblica popolare cinese a detenere lo scettro della città più malsana è Linfen, nella provincia Shanxi, centro minerario importantissimo la cui attività estrattiva è legata al carbone. L'industria di Linfen, per dire, produce i due terzi del fabbisogno cinese di energia. Qui, l'emergenza è legata soprattutto all'inquinamento dell'aria che mette a rischio 200 mila persone, a causa della presenza di monossido di carbonio, arsenico, piombo e soprattutto delle terribili Pm-10, le particelle sottili che si insinuano ovunque.
Nella Federazione Russa a Dzerzinsk sono ben oltre 300 mila le persone potenzialmente a rischio, a causa della presenza di scarti chimici e tossici provenienti da una fabbrica che produceva armi nel periodo della guerra fredda. Dallo stabilimento uscivano anche gas nervino e altri gas letali i cui effetti tossici sono legati al triossido di arsenico, all'acido prussico, al fosgene, alla diossina e ad altri componenti chimici. Dzerzinsk - per i russi - è una città di morte e distruzione come dimostra anche l'aspettativa di vita degli abitanti: 42 anni per gli uomini e 47 per le donne.
In Sud America, nell’Perù più precisamente nella cittadina mineraria andina de La Oroya - dove ha anche sede un polo di industria pesante - che dagli anni Venti mette in pericolo la vita dei suoi abitanti, costantemente esposti a emissioni tossiche. Anche in questo caso si parla di altissimi livelli di piombo nel sangue, soprattutto dei bambini, il cui sviluppo mentale, spiegano i ricercatori, è compromesso. Secondo gli studi condotti dal Dipartimento generale della salute ambientale del Perù nel 1999, il 19 per cento dei più piccoli ha livelli di metallo pesante nel sangue che eccedono le soglie consentite.
Nel continente africano lo Zambia, e in particolare, la città di Zabwe, che dista circa 150 chilometri dalla capitale Lusaka, qui il problema è soprattutto provocato dal letale piombo. Che si infiltra ovunque, anche nel sangue dei abitanti più piccoli. Zabwe è una delle sei città ubicate nella zona del Copperbelt, un tempo fiorente area industriale dello Zambia proprio a causa dei giacimenti minerari. Fino al 1964 si è continuato a estrarre (centralizzato soprattutto sull’piombo) senza che il governo centrale – uno dei più corrotti all’mondo - prendesse alcuna misura di sicurezza. Oggi industrie e miniere non sono più attive, ma è rimasto l'inquinamento in maniera constante nello territorio. Il livello di contaminazione del suolo da piombo, zinco, cadmio e rame in un'area di oltre 20 chilometri quadrati è molto più alto rispetto alle soglie indicate dall'Organizzazione mondiale della sanità. Abitanti a rischio ad oggi superano e 250 mila individui.
Per approfondimento
Blacksmith Institutel’organizzazione opera in tutto il mondo per identificare e bonificare i luoghi più inquinati del pianeta, utilizzando una metodologia da loro definita “Pollited Place” che mira a concentrare gli sforzi sugli interventi più efficaci.
Sulle aree inquinate più estese l’organizzazione lavora assieme a partner locali, comprese le autorità governative ambientali, per identificare interventi su larga scala e per recuperare i fondi necessari dalle diverse agenzie internazionali. Dal 1999 ad oggi il Blacksmith Institute ha completato 22 progetti in 6 paesi e attualmente é impegnato in 42 progetti in 12 nazioni.
Il termine inquinamento si riferisce ad un'alterazione di una caratteristica ambientale causata, in particolare, da attività antropica. Il termine è quanto mai generico e comprende molti tipi di inquinamento, il suo uso inoltre non è legato al solo inquinamento ambientale.
Generalmente si parla di inquinamento quando l'alterazione ambientale compromette l'ecosistema danneggiando una o più forme di vita. Allo stesso modo si considerano atti di inquinamento quelli commessi dall'uomo ma non quelli naturali (emissioni gassose naturali, ceneri vulcaniche, aumento della salinità).
Quando si parla di sostanze inquinanti solitamente ci si riferisce a prodotti della lavorazione industriale (o dell'agricoltura industriale) tuttavia è bene ricordare che anche sostanze apparentemente innocue possono compromettere seriamente un ecosistema: per esempio del latte o del sale versati in uno stagno. Inoltre gli inquinanti possono essere sostanze presenti in natura e non frutto dell'azione umana. Infine ciò che è velenoso per una specie può essere vitale per un'altra: le prime forme di vita immisero nell'atmosfera grandi quantità di ossigeno come prodotto di scarto per esse velenoso. (Fonte; Wikipedia)
I dieci luoghi più inquinati del mondo 2007.pdf
Rapporto Blacksmith 2007 (lingua inglese) (Documento in formato PDF 1 MB)
Link
I dieci luoghi più inquinati del mondo 2007 (Mappa interactiva)
Album fotografico - I 10 luoghi più inquinati del pianeta
Scritto: da LuisB
13:16 Scritto in Attualità, Diritti Umani, Ecologia, Geopolitica, Opinione, Salute pubblica, Solidarietà | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: Inquinamento, Salute, Diritti umani, Polluzione, Ecologia, Ambiente, Vita
giovedì, 21 giugno 2007
Il boom dei biocarburanti e la fame nella Corea del Nord
L’attuale corsa ai nuovi carburanti ecologici e a basso costo stano cambiando radicalmente abitudine e alterando equilibri geoeconomici e sociali in mezzo pianeta. Ma in speciale nei paesi più deboli economicamente e socialmente. Gli alti prezzi attuali del petrolio hanno ridestato grande interesse in tutto il mondo per gli impieghi a fini energetici delle colture agrarie, creando nuove promettenti prospettive per l’agricoltura. Inoltre, il positivo impatto ambientale che ha la sostituzione dei prodotti petroliferi con i biocarburanti e la possibilità di ridurre le emissioni di anidride carbonica per rispettare il protocollo di Kyoto, hanno spinto molti Paesi nel mondo a emanare leggi che prevedono un crescente utilizzo di bioenergie.
Attualmente la corsa è concentrata maggiormente sui biocarburanti. Esistono molte possibilità di produrre energia a partire dalle colture agrarie, come il bioetanolo da mais e barbabietola, il biodiesel dalle colture oleaginose (colza, girasole, soia), il biogas da mais trinciato, reflui zootecnici e biomasse.
Ma questo boom negli Stati Uniti dei biocarburanti derivati dal mais avrà gravi ripercussioni sulla già disastrata economia della Corea del Nord, che importa grandi quantità del cereale il cui prezzo negli ultimi tempi risulta in costante ascesa. La corsa al bioetanolo in atto negli Usa e le condizioni climatiche sfavorevoli in Australia assesteranno un duro colpo alla situazione alimentare in Nord Corea, che già versa in stato di crisi e necessita di urgenti aiuti dalla comunità internazionale. Il contraccolpo in realtà ha da tempo iniziato a concretizzarsi: nei primi quattro mesi dell'anno, il regime di Pyongyang ha dovuto sborsare circa 180 dollari Usa per ogni tonnellata di mais importato dalla Cina, un prezzo maggiorato del 28,6% rispetto allo stesso periodo del 2006.
Lo scorso anno il mais aveva ricoperto il 49,8% del totale di 78.692 tonnellate di cereali che Pyongyang aveva importato dal gigante cinese. Un recente rapporto della Fao, l'agenzia per l'alimentazione e agricoltura delle Nazioni Unite, ha prospettato il rischio di una grave carestia in Corea del Nord nel 2007 qualora non si trovino subito donazioni umanitarie per almeno 500.000 tonnellate di cibo.
Questa evoluzione presente nella Corea del Nord ci deve metterci in allerta per un futuro non tanto roseo per milioni di persone che non potranno acquistare materia prima che da sempre sono la base della loro alimentazione e tra poco tempo potranno essere il carburante delle nostre auto.
Per approfondimento
La Repubblica Democratica Popolare di Corea conosciuta più comunemente come Corea del Nord, occupa la metà settentrionale della penisola coreana, con a nordest la Russia, a nordovest la Cina, a sud la Corea del Sud, ad ovest il Mar Giallo (e poi la Cina) e ad est il mar del Giappone (e poi il Giappone). Le due coree sono ancora (dall'armistizio del 1953) tecnicamente in stato di guerra, e le relazioni fra i due paesi tendono a variare repentinamente da un'estremità all'altra.
Ufficialmente il governo nordcoreano si presenta come uno stato multipartitico guidato dai comunisti secondo l'ideologia politica della Juche, ma sostanzialmente il paese è sottoposto ad un duro regime dittatoriale. La Corea del Nord è uno stato segnato da una politica stalinista, isolazionista e autoritaria. Viene utilizzata la pianificazione centrale per organizzare le proprie politiche economiche e sociali. Le sue prese di posizioni ideologiche su questioni come il ruolo delle masse, quello degli intellettuali e il fervore rivoluzionario segnano la differenza fondamentale tra il regime nordcoreano, l'Unione Sovietica di Stalin o la Cina maoista.
Secondo Amnesty International è uno dei paesi con la peggiore situazione riguardo i diritti umani e le libertà fondamentali. Le condizioni di vita nella repubblica popolare sono fortemente segnate da una politica economica basata sull'industria pesante che ha causato un costante impoverimento del paese a partire dagli anni '70. Non sono disponibili dati ufficiali circa il reddito pro capite medio e il livello di povertà. La Corea del Nord comprende 120.540 km2, ed ha circa 22.7 milioni di abitanti (luglio 2004).
E per il futuro quali le prospettive nel mercato globale dei biocarburanti? Con la riforma delle norme Rfs (Renewable Fules Standard) in atto, gli Stati Uniti restano i principali protagonisti dei grandi cambiamenti in questo settore, ma la crescita del comparto dei biocarburanti (e dell’etanolo in particolare) è prevista anche per altri Paesi. Il dipartimento americano di energia stima che entro il 2020 a livello mondiale saranno prodotti circa 330 miliardi di litri di biocarburanti (oggi si viaggia intorno a 40 miliardi), con l’Unione europea e la regione Eurasiatica che contribuiranno per il 23%, il Sud-Est Asiatico-Oceania e il Nord America ognuno per il 34,5% e il Sud America per il restante 8 per cento. Proprio l’aumento nella produzione di bio-etanolo sarà uno degli elementi chiave del settore cerealicolo e una determinante fondamentale dei futuri assetti di mercato.
L’Unione europea e l’utilizzo dei biocarburanti, in particolare, attraverso la direttiva 2003/30/Ue e la Comunicazione della Commissione europea (Sec n.142 del 08/02/2006), ha cercato di:
- Porre degli obiettivi di consumo dei biocarburanti per autotrazione, che avrebbero dovuto rappresentare il 2% del totale entro il 2005 e il 5,75% entro il 2010;
- Promuovere maggiormente la loro produzione e il loro utilizzo nell’Ue
- Avviare i preparativi per un loro impiego su vasta scala, migliorandone la competitività in termini di costi, con coltivazioni di materie prime dedicate. Inoltre, con la riforma del 2003 della Politica agricola comunitaria è stato introdotto un premio speciale a sostegno delle colture energetiche, pari a 45 euro all'ettaro per una superficie massima garantita di 1,5 milioni di ettari (la Commissione ha proposto di aumentare la superficie massima garantita che può beneficiare degli aiuti dagli attuali 1,5 milioni a 2 milioni di ettari).
La risposta dei vari Paesi per incrementare la diffusione dei biocarburanti in base al piano europeo è stata assai diversificata. Alcuni Stati molto “virtuosi” hanno puntato decisamente su questa opportunità ed hanno creato delle vere e proprie filiere energetiche, come il caso della Francia, mentre altri stanno ancora pensando come raggiungere gli obiettivi prefissati dalla UE, e stiamo parlando dell’Italia.
Il bioetanolo negli Usa, la politica degli incentivi dell’amministrazione Bush e la grande disponibilità di mais per trasformazioni non mangimistiche ha dato un forte impulso all’industria dell’etanolo negli Usa. Se nel 2005 si contavano 95 raffinerie di etanolo in 19 stati, con una produzione di quasi 15 miliardi di litri, nel 2006 sono già attivi oltre 100 impianti, ed altri 49 sono in costruzione. L’utilizzo della granella di mais per etanolo ha superato quest’anno il 15% della produzione statunitense (una cifra record di 37,5 milioni di tonnellate di granella), fornendo più di 17 milioni di litri di bioetanolo.
Alcuni studi indicano la possibilità che nei prossimi 5 anni vi siano importanti cambiamenti nella ripartizione d’uso della granella di mais. Infatti è previsto che la superficie a mais salga di oltre il 10%, con aumenti di produzione del 18,3%. Le maggiori rese verranno indirizzate per le enormi richieste dell’industria del bioetanolo (che potrebbe aumentare del 77,8%), registrando al contempo un calo del 1,9% nell’impiego diretto della granella nel settore mangimistico e del 18% nelle esportazioni.
Questa impressionante corsa al rialzo (la produzione di etanolo è praticamente raddoppiata in soli 4 anni e si prevede raddoppierà ancora nei prossimi 5 anni) sembra senza fine e sta spingendo verso l’alto i prezzi internazionali della granella di mais. Per dare un’idea dei livelli raggiunti, basta osservare i futures di fine anno per la granella alla borsa di Chicago, ossia i contratti per consegna dicembre 2006, che nelle ultime sedute hanno superato i 3$/bushel, rispetto a valori dell’anno scorso intorno a 2,4-2,5$/bushel.
Il mais (Zea mays) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Graminacee (tribù delle Maydeae). La pianta proviene dall'America centro-meridionale ed il suo nome ha origine arauca (maiz).
Per riferirsi al mais si utilizzano numerosi sinonimi, tra i quali granturco o granoturco, granone, formentone, formentazzo, frumentone, grano siciliano, melica o melega, melgone, melgotto, biava, ecc.
Scritto: da LuisB
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venerdì, 15 giugno 2007
La mela frutto più inquinato
È la frutta la regina dei fitofarmaci, più "inquinata" rispetto alle verdure. Solo la metà dei campioni di frutta (54 per cento) è, infatti, esente da residui di pesticidi, mentre i campioni decisamente irregolari si attestano sull'1,7%. Eclatante è il caso delle mele, frutto associato tradizionalmente alla salute, di cui solo il 39% è esente da pesticidi; il 30% dei campioni analizzati presenta più di un principio attivo e addirittura il 3,6% risulta irregolare.
Anche il 20% dei prodotti derivati risulta contaminato da uno o più principi attivi: un dato particolarmente significativo se si pensa che tra questi compaiono proprio quei prodotti tipici del Made in Italy (come l'olio e il vino) e alcuni tra gli alimenti preferiti dai bambini come succhi di frutta e omogeneizzati. Oltre l'84% delle verdure analizzate risulta, invece, regolare e privo di residui chimici, il 15% presenta uno o più residui e l'1% è proprio irregolare.
Sono questi i risultati di Pesticidi nel piatto 2007 di Legambiente, dossier sulla presenza di residui chimici sull'ortofrutta realizzato sulla base dei dati forniti dai laboratori pubblici provinciali e regionali relativi alle analisi condotte nel corso del 2006. Da segnalare una fragola analizzata in Sicilia, che detiene il record di sostanze ritrovate con ben 8 principi attivi. Ancora la Sicilia registra un campione di pere con 7 sostanze presenti.
Scritto: da LuisB
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giovedì, 14 giugno 2007
L’Argentina in vendita
Già da alcuni anni in Argentina si ascoltano il grido d’allarme lanciato da economisti, ecologisti e dagli stessi organi religiosi che annunciano che il paese è all’asta. Nel grande paese dei territori sconfinati il più grande proprietario terriero del paese è la multinazionale dei fratelli Benetton. Che sbarcata in Patagonia allo inizio degli anni novanta e venuto ad acquistare terre argentine fino a raggiungere gli attuali 900milla ettari di terre ed è il principale allevatore di pecore e produttore di lana argentino. Nel settembre del 2006 la chiesa argentina ha pubblicato un documento intitolato “Una terra per tutti”, in cui critica apertamente la concentrazione della proprietà terriera e la vendita dei terreni e delle risorse naturali a cittadini e imprese straniere. Lo stesso documento chiede anche una politica federale per aiutare le comunità indigene e i piccoli proprietari terrieri.
Gli stranieri che si sostituiscono alle tradizionali famiglie dell’oligarchia argentina continuano ad aumentare, e buona parte della responsabilità e venuta quando negli anni novanta l’ex presidente argentino Carlos Menem affermava “abbiamo terra da vendere”, e cosi invitando imprese straniere e privati a investire nel paese. Il tutto senza regole ferree e misure cautelative dei diritti nazionali. Poi nel 2002 la svalutazione della moneta nazionale, il peso, ha prodotto un cambio favorevole a questi investitori, accelerando il processo di vendita.
Secondo la Federazione agraria argentina, circa trecentomila chilometri quadrati del paese sono in mano agli stranieri. Apparentemente il dato può sembrare poco significativo rispetto alla superficie dell’Argentina (2.780.000 chilometri quadrati), ma è un’area grande come l’Italia. Alla origine di questa situazione di risiko nazionale ha fortemente contribuito la disponibilità dei governi nazionali e provinciali, che lasciando aperte le porte agli investitori stranieri le hanno permesso di comprare milioni di ettari di terre e risorse naturali non rinnovabili a prezzi molto vantaggiosi.
Nello specifico la Patagonia rappresenta la cassa forte delle ricchezze principali del paese, la capacità di produzione idroelettrica e fortemente presente nel territorio, l’80 per cento del petrolio e del gas naturale e una delle più grandi riserve di acqua dolce del mondo.
Alcune aziende vinicole francesi, spagnole italiane si sono insediate nella provincia di Mendonza, dove un ettaro di terra costa un decimo rispetto alla California. E molti gruppi minerari, per lo più canadesi, sfruttano le miniere d’oro e d’argento delle provincie di San Juan, La Rioja e Santa Cruz.
Nello quadro della situazione i Benetton non sono gli unici a possedere grandi superfici terriere in Patagonia, infatti, l’americano Douglas Tompkins, un ex uomo d’affari che si è convertito all’ecologia, possiede circa 4.500 chilometri quadrati nella regione. Tompkins possiede anche 179mila ettari nella provincia di Corrientes e trecentomila nel sud del Cile. Alcuni lo accusano di volersi appropriare di una delle più grandi riserve di acqua dolce del pianeta. Lui si difende di questa accusa dicendo che vuole solo proteggere l’ambiente, e per questo ha ceduto allo stato argentino grandi superfici di terre alla condizione che diventano delle riserve naturali.
Insieme agli italiani Benetton e a Tompkins troviamo il fondatore dello network televisivo Cnn, Ted Turner, che possiede ad oggi 45mila ettari, Joseph Lewis, uno degli uomini più ricchi della Gran Bretagna con e suoi 14mila ettari intorno al lago Escondido e per ultimo il belga Huber Grosse con 11mila ettari nella provincia di Rio Negro, dove i turisti ricchi giocano a golf e polo.
A questi stranieri si vanno ad aggiungere e nuovi ricchi argentini che non prendano di mira la sola Patagonia, infatti, personaggi dello mondo sello sport e dello spettacolo, uomini politici stanno formando una nuova borghesia latifondista, Gabriele Batistuta, l’ex attaccante della Fiorentina, è diventato uno dei grandi proprietari terrieri della fertile provincia di Santa Fè.
Spessi questi nuovi proprietari terrieri si scontrano con le comunità indigene, che li accusano di esserci appropriati della terra dei loro antenati. Gli abitanti della Patagonia, ma succede anche un in tutta l’Argentina, si lamentano di non avere più libero accesso ai laghi e ai sentieri che si trovano nelle proprietà private degli stranieri e di molti nuovi latifondi ari argentini.
Per approfondimento
La Repubblica Argentina è uno Stato dell'America meridionale. Confina a ovest e a sud con il Cile, a nord con la Bolivia e il Paraguay, a nord-est con il Paraguay e il Brasile, a est con l'Uruguay e l'Oceano Atlantico.
L'Argentina occupa una superficie continentale di 2.766.890 km², tra la catena delle Ande a ovest e l'Oceano Atlantico meridionale a est e a sud. Figura al secondo posto per superficie nel Sud America e all'ottavo nel mondo. La nazione rivendica la sovranità sul territorio d'oltremare britannico delle Isole Malvinas e della Georgia del Sud e isole Sandwich meridionali. Sotto il nome di Argentina Antartica, rivendica 969.464 km² di Antartide, che si sovrappongono in parte ad analoghe rivendicazioni di Cile e Regno Unito.
Dal punto di vista politico è una repubblica federale composta da 23 Province (provincias) ed un Distretto Federale, le cui competenze sono quelle di stati confederati. Oggi l'Argentina è uno stato dal forte sviluppo economico. Dopo la crisi economica del 2001, economia e governo si sono stabilizzati e l'Argentina può di nuovo guardare al futuro con speranza.
Patagonia è una regione geografica (787.000 km²) dell'America meridionale. Suddivisa tra cinque provincie Argentine e due regioni e una provincia Cilene:
- Chubut - Regione della Patagonia (Argentina)
- Neuquén - Regione della Patagonia (Argentina)
- Rio Negro - Regione della Patagonia (Argentina)
- Terra del Fuoco (Argentina)
- Santa Cruz - Regione della Patagonia (Argentina)
- Palena - Provincia sud-est della Regione de Los Lagos - (Cile)
- Aysen - (Cile)
- Magallanes y la Antártica Chilena - (Cile)
In particolare, il Lago Argentino ed il Lago Viedma sono originati dallo scioglimento dei grandi ghiacciai che hanno origine dal Campo de Hielo Sur,in Cile la terza calotta glaciale continentale al mondo, dopo quelle dell'Antartide e della Groenlandia. I numerosi ghiacciai del Parco Torres del Paine sono una delle principali attrazioni turistiche Cilena, perché spettacolari e facilmente raggiungibili in barca o addirittura via terra. Tutta l'area fa parte del Parco Nacional de los Glaciares. Il ghiacciaio Upsala è il più grande del Sudamerica, con una superficie totale di circa 900 Km quadrati e termina nel lago con un fronte largo oltre 10 Km ed alto fino a 80 metri.
Dato che la profondità del Lago Argentino in quel punto è poco inferiore ai 1000 metri, nella sua parte terminale il ghiacciaio galleggia nel lago e ciò favorisce il distacco di enormi iceberg che poi vanno alla deriva nel lago stesso. Il Perito Moreno si estende per circa 300 Km quadrati ed è il ghiacciaio più accessibile e visitato; inoltre è forse l'unico ghiacciaio al mondo che si stia espandendo.
Il tratto andino che la costeggia è detto Cordigliera Patagonica, con le cime San Valentín (4058 m), cima massima della Patagonia, San Lorenzo (3700 m), Cerro Tronador (3554 m), Fitz Roy (3405). Questa parte ha grandi campi di ghiaccio e zone boscose subantartiche. Clima freddo e molto umido.
La Patagonia occidentale è il versante che si affaccia sull'Oceano Pacifico, clima generale molto umido e boscoso. Pieno di Fiordi e di stretti.
Scritto: da LuisB
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giovedì, 05 aprile 2007
L’inquinamento a impatto zero
L’inquinamento è uno dei temi caldi della nostra epoca, ma pare veramente difficile trovarne una soluzione valida. C’è chi ci sta provando con un progetto originale e funzionale: “Impatto Zero”, il primo progetto italiano che concretizza il protocollo di Kyoto. “Impatto Zero è un progetto di LifeGate nato dalla necessità di compensare le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera”.
In sostanza, ImpattoZero è stato ideato per calcolare le emissioni di anidride carbonica di persone, attività, prodotti e aziende e per compensare queste emissioni contribuendo a riqualificare e tutelare le foreste. Cliccando www.impattozero.it si possono calcolare le emissioni di CO2 della propria famiglia e poi compensare ‘acquistando’ un pezzo di foresta amazzonica.
Il sistema di calcolo tiene conto di variabili come il consumo di gas e elettricità, la quantità di rifiuti, l’uso dell’auto privata e l’uso dei mezzi pubblici. Così una persona che spende sui 100 euro a bimestre per la bolletta dell’elettricità, 50 euro per il gas, 800 euro annui per il riscaldamento, butta 5 sacchi di spazzatura al mese, fa 100 km al mese in macchina e non utilizza trasporti pubblici produce 5.888 Kg di anidride carbonica. Per compensarla può scegliere tra 7.597 mq. di foresta in Costa Rica (304 euro) oppure 11.776 mq di foresta in Italia (911 euro).
La Comunità europea ha firmato il protocollo il 29 aprile 1998. Nel dicembre 2001, il Consiglio europeo di Laeken ha confermato che era volontà dell'Unione che il Protocollo di Kyoto entrasse in vigore prima del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg (26 agosto - 4 settembre 2002).
Il protocollo di Kyoto concerne le emissioni di sei gas ad effetto serra:
- biossido di carbonio (CO2);
- metano (CH4);
- protossido di azoto (N2O);
- idrofluorocarburi (HFC);
- perfluorocarburi (PFC);
- esafluoro di zolfo (SF6).
Esso rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro il riscaldamento planetario perché contiene obiettivi vincolanti e quantificati di limitazione e riduzione dei gas ad effetto serra.
Tra il 2008 e il 2012 gli Stati membri dell'Unione europea devono ridurre collettivamente le loro emissioni di gas ad effetto serra dell'8%. Per il periodo anteriore al 2008, gli Stati contraenti si impegnano ad ottenere entro il 2005 concreti progressi nell'adempimento degli impegni assunti e a fornirne le prove. Gli Stati contraenti possono utilizzare il 1995 come anno di riferimento per le emissioni di HFC, PFC e SF6.
Per approfondimento
Protocollo di Kyoto, è un trattato internazionale in materia di ambiente sottoscritto nella città giapponese l'11 dicembre 1997 da più di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) ed il riscaldamento globale. Il protocollo è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica da parte della Russia. Il 16 febbraio 2007 si è celebrato l'anniversario del 2° anno di adesione al protocollo di Kyoto, e lo stesso anno ricorre il decennale dalla sua stesura.
Il trattato prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una drastica riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio e altri cinque gas serra, precisamente metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoro di zolfo) in una misura non inferiore al 5,2% rispetto alle emissioni rispettivamente registrate nel 1990 (considerato come anno base), nel periodo 2008-2012.
La parte più controversa prevede lo scambio (acquisto e vendita) di quote di emissione di questi gas.
Perché il trattato potesse entrare nella pienezza di vigore si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie, e che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti; quest'ultima condizione è stata raggiunta solo nel novembre del 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione.
Premesso che l’atmosfera contiene 3 milioni di megatonnellate (Mt) di CO2, il protocollo prevede che i Paesi industrializzati riducano del 5% le proprie emissioni di quel gas. Il mondo immette 6.000 Mt di CO2, 3.000 dai Paesi industrializzati e 3.000 da quelli in via di sviluppo. Per cui con Kyoto dovrebbe immetterne 5.850 anziché 6.000, sul totale di 3 milioni: dato l'elevatissimo costo della riduzione è facile capire perché il protocollo non abbia raggiunto grandi adesioni.
Tra i paesi non aderenti figurano gli Stati Uniti, responsabili del 36,1% del totale delle emissioni (annuncio fatto nel marzo 2001).
In principio, il presidente BIll Clinton aveva firmato il Protocollo durante gli ultimi mesi del suo mandato, ma George W. Bush, poco tempo dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, ritirò l'adesione inizialmente sottoscritta dagli USA.
Alcuni stati e grandi municipalità americane, come Chicago e Los Angeles, stanno studiando la possibilità di emettere provvedimenti che permetterebbero a livello locale di applicare il trattato, il che comunque non sarebbe un successo indifferente: basti pensare che gli stati del New England, da soli, producono tanto biossido di carbonio quanto un grande paese industrializzato europeo come la Germania. Anche l'Australia ha annunciato che non intende aderire all'accordo, per non danneggiare il proprio sistema industriale. Non hanno aderito neanche Croazia, Kazakistan e Monaco.
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Protocollo di Kyoto(Documento formatto Pdf in lingua italiana)
Scritto: da LuisB
13:45 Scritto in Attualità, Ecologia, Economia, Ricerca | Link permanente | Segnala | Tag: Ecologia, Ambiente, Protocollo Kyoto, Inquinamento, Terra
lunedì, 15 gennaio 2007
Terra SOS – Pianeta nel caos
19:30 Scritto in Attualità, Ecologia, Ricerca & Sviluppo, Video | Link permanente | Segnala | Tag: Ecologia, Clima, Terra, Ricerca
domenica, 31 dicembre 2006
2007 Date memorabili
Un nuovo anno e nuove sfide, nuovi personaggi prenderanno posto nello nostro quotidiano, tanti di loro ce seguiranno per settimane, mesi addirittura per l’anno intero altri per poche ore. Ma ognuno di loro ci porterà sensazioni, ci farà sviluppare opinioni e molti casi prendere posizioni.
Dalla vicina Francia si intravede la sfida tra la candidata Sègolene Royal e Nicolas Sarkozy per l’Eliseo. Ma anche in Argentina ho nello lontano Pakistan si voterà per il presidente.
E poi i viaggi del Papa, le elezioni in Russia, la Coppa America… Perché, come diceva Karl Popper, sono sempre i nostri sogni e desideri cambiano il mondo.
Gennaio
1 – La Germania assume la presidenza dell’Unione Europea e del G8.
1 – Bulgaria e la Romania entrano nell’Ue, che conta cosi 27 paesi membri.
1 – Il sudcoreano Ban Ki-Moon prende il posto di Koff Annan come segretario generale dell’Onu.
1 – In Italia aumento dei prezzi dei viaggi in treno.
1 - La città di Sibiu in Romania è la città europea della cultura.
1 - La Svizzera entra nello spazio di Schengen.
8 – 13 – I leader dei paesi asiatici aderenti all’Asean si riuniscono a Cebu nelle Filippine.
20 – 25 – Il settimo World social forum dei movimenti antiglobalizzazione che avviene a Nairobi, Kenya.
21 – Elezioni parlamentari in Serbia.
23 – Elezioni parlamentari in Bangladesh.
24 – 28 – A Davos, in Svizzera, politici e imprenditori di tutto il mondo s’incontrano al World economic forum (Wef) per pianificare gli obiettivi del 2007.
28 – Giornata mondiale della lebbra, malattia che ancora hai nostri giorni colpisce 1,500 persone al giorno.
- Alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia inizia il processo all’ex presidente liberiano Charles Taylor.
30 - Microsoft rilascia Windows Vista.
Febbraio
1 – In Gran Bretagna raddoppiano le tasse aeroportuali per combattere l’inquinamento.
11 – Referendum sull’aborto in Portogallo.
22 – Inizio Mondiali di sci nordico 2007 a Sapporo (Giappone)25 – Elezioni presidenziali in Senegal.
- In Afghanistan il comando delle forze Nato passa dalla Gran Bretagna agi Stati Uniti.
Marzo
- Summit della lega Araba al Cairo.
3 - Eclissi lunare totale.
4 – Fine dei Mondiali di sci nordico 2007 a Sapporo (Giappone)
7 – Elezione dell’assemblea parlamentare dell’Irlanda del Nord.
18 – Elezioni parlamentari in Finlandia.
- Elezioni parlamentari in Siria.
- A Hong Kong elezioni del chief executive, il capo di governo, da parte degli 800 membri del comitato elettorale.24 - Esce Play Station 3 in Europa.
Aprile
21 – Elezioni del parlamento e del presidente in Nigeria.
22 – Primo turno delle presidenziali in Francia.
- Elezioni presidenziali in Ciad.
Maggio
3 – Elezioni parlamentari in Scozia e Galles.
6 – Secondo turno delle elezioni presidenziali in Francia.
- Elezioni parlamentari in Algeria.
- Elezioni parlamentari in Turchia.
12 - Inizio Giro d'Italia 2007.
14 – Elezioni parlamentari nelle Filippine.
Giugno
6 – 8 – Summit del G8 a Heiligendamm, sulla costa baltica, presieduto dal cancelliere tedesco Angela Merkel.
10 – Elezioni legislative in Francia.
17 – Secondo turno delle legislative francesi.
19 – 23 – Concorso ippico Royal Ascot, appuntamento mondano più importante del Regno Unito.
23 – A Valencia, in Spagna, inizia la 32° America’s cup, è la prima volta negli ultimi 156 anni che la sfida avviene in Europa.
24 – Elezioni parlamentari in Belgio.
26 – In Nepal elezione di un’assemblea costituzionale di 425 membri.
Luglio
1 – Il Portogallo assume la presidenza dell’Unione Europea.
7 – Il Comitato olimpico internazionale annuncia la sede prescelta per i giochi invernali del 2014.
7 – Partenza da Londra, per la prima volta, del 94° Tour de France.
13 - 29 - XV edizione dei Giochi panamericani a Rio de Janeiro in Brasile.18 – Il parlamento indiano elegge il presidente.
27 – Il centenario dello scoutismo viene festeggiato a Chelmsford, in Gran Bretagna, durante il 21° Jamboree.
31 – Viaggio di Papa Benedetto XVI in Brasile.
Agosto
25 – Tremila atleti partecipano ai campionati mondiali di atletica allo stadio Nagai di Osaka in Giappone.
26 – 30 – A Leverkusen, in Germania, Tunza international youth conference: incontro di giovani sui temi ambientali organizzato dall’Unep, United nations environment programme.
27 – 31 – A Kiel, all’European marine biology symposium, gli esperti discutono di cambiamenti e di ecosistema degli oceani.
Settembre
6 – 8 – A Dalian, in Cina, World economic forum: forum sulla crescita economica.
7 – Inizio Coppa del Mondo di rugby Francia 2007.
8 –9 – Incontro a Sydney dei paesi asiatici aderenti all’Apec: Asia-Pacific economic cooperation.
- A New York assemblea generale dell’Onu.
- Elezioni presidenziali in Vietnam.
- Elezioni parlamentari in Marocco.
Ottobre
21 - Elezioni parlamentari in Svizzera.
28 - Elezioni presidenziali e parlamentari in Argentina.
- Elezioni parlamentari in Tailandia.
Novembre
1 - Elezioni presidenziali e parlamentari in Guatemala.
4 – Elezioni in Turchia.
- Elezioni parlamentari in Croazia.
- A Pechino congresso quinquennale del 16° Comitato centrale del partito comunista cinese.
Dicembre
2 – Elezioni generali della Duma, il parlamento russo.
2 – Elezioni presidenziali in Slovenia.
- Elezioni presidenziali e parlamentari in Kenya.
- Elezioni parlamentari a Taiwan.
- Elezioni presidenziali nella Corea del Sud.
- Elezioni presidenziali in Svizzera.


































































