mercoledì, 14 novembre 2007
Uno svizzero su due guadagna meno di 3'450 euro al mese
Ancora ai nostri giorni nella paradisiaca, sofisticata e sicura Svizzera le disparità salariali rimangono elevate, infatti, ad esempio chi lavora in una banca guadagna in media più del doppio rispetto ai dipendenti del altrettanto internazionalmente riconosciuto settore alberghiero. Dal recente studio pubblicato dall'Ufficio federale di statistica elvetico emerge pure che vi è ancora ad oggi una grande differenza tra regioni nonché tra i sessi. Prendendo in considerazione il periodo trascorso tra il 2004 ed il 2006 in Svizzera il salario medio – il valore al di sotto del quale si trova il 50% delle buste paga e al di sopra l'altro 50% – è aumentato di 126 franchi per attestarsi a 5'674 franchi al mese (3'450 euro). Il 20% dei salariati peggio remunerati guadagnava meno di 4'286 franchi, mentre il 20% dei meglio retribuiti percepiva uno stipendio superiore a 8'029 franchi, stando ai risultati della rilevazione della struttura dei salari 2006 pubblicata dall'Ufficio federale di statistica (UST).
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mercoledì, 31 gennaio 2007
Bollo auto tasse automobilistiche ed ecoincentivi
Da gennaio 2007 sono in vigore le nuove tariffe relative al bollo auto che aggiornano i precedenti importi risalenti al 1998. La nuova variazione tariffaria è applicabile su tutto il territorio nazionale e riguarda solamente autovetture, motocicli e autoveicoli per il trasporto promiscuo.
Si rammenta che gli importi approvati dalla legge n. 296/06 (Finanziaria 2007) possono subire ulteriori variazioni su base regionale in sede di compilazione dei tariffari, a seconda della regione di residenza del proprietario del veicolo.
Inoltre, solo per i residenti in Liguria (legge regionale n. 2/06) e Toscana (legge regionale n. 52/06), la nuova tariffa prevede un aumento applicabile a tutte le categorie di veicolo (e non solo a motocicli e autovetture).
Per le autovetture, in particolare, è introdotto un primo aumento che si applica a tutti i veicoli di potenza superiore alla media, ma limitatamente ai KW risultanti in eccesso rispetto ai primi cento.
La tariffa introduce inoltre una seconda variazione che tende a premiare i veicoli con maggiore efficienza energetica: prevede, infatti, importi unitari decrescenti man mano che il motore risulti dotato di caratteristiche ambientali meno inquinanti fino a fissare, entro la soglia dei 100 KW, importi uguali a quelli in vigore nel 2006 (per motorizzazioni con classe ambientale Euro 4 o Euro 5).
Ecoincentivi
Sono stati introdotti incentivi per autovetture e autocarri leggeri, a impatto ambientale ridotto (Euro 4 o Euro 5), che saranno acquistati entro la fine del 2007 in sostituzione di analogo veicolo, avviato alla rottamazione, avente requisiti ambientali meno aggiornati (Euro zero o Euro 1).
L’importo del contributo statale è pari a € 800 per l’acquisto di autovetture e a € 2.000 per gli autocarri leggeri (cioè, quelli fino a 3,5 tonnellate di peso complessivo).
Per le autovetture è prescritto l’ulteriore requisito relativo al motore, le cui emissioni in termini di biossido di carbonio (CO2) debbono essere non superiori a 140 grammi al chilometro.
Per questi ultimi veicoli la Finanziaria ha anche previsto l’esenzione dal bollo auto per un periodo che va, a seconda dei casi, dai due ai tre anni.
Tra gli ulteriori vantaggi per incentivare la sostituzione del parco veicoli circolanti con mezzi meno inquinanti, si segnala l’esenzione quinquennale dal bollo auto a favore di motocicli appartenenti alla classe ambientale Euro 3, acquistati in sostituzione di analogo veicolo di motorizzazione Euro zero.
Classe ambientale (da Euro 5 a Euro zero)
Per l’individuazione dei nuovi importi di tariffa del bollo auto, nonché per sapere se si ha accesso o meno agli ecoincentivi, è essenziale conoscere la classe ambientale relativa al proprio veicolo (vecchio o nuovo che sia). Per vetture e autocarri leggeri la normativa vigente parte dalla classe ambientale più severa, definita come Euro 5, fino alla classe convenzionale Euro zero, che è quella meno aggiornata; per i motocicli, cui si applicano direttive europee diverse da quelle previste per gli autoveicoli, si parte invece dalla classe Euro 3 fino alla categoria Euro zero.
Tali informazioni possono essere acquisite dal contribuente mediante consultazione della propria carta di circolazione, sulla quale sono indicati gli estremi delle principali direttive rispettate dal motore installato su ciascun veicolo. Fra queste, sono ricomprese anche le direttive antinquinamento, uniche rilevanti per la determinazione della classe ambientale (ai fini sia del bollo sia degli ecoincentivi).
Per approfondimento
L'Agenzia delle Entrate ha reso disponibile online una Guida alle Tasse Automobilistiche. La Guida è curata da Giuseppe Pasquale dirigente della Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze della sede di Bari e tratta l'argomento degli ecoincentivi e del bollo auto per il 2007 alla luce delle novità della Finanziaria.
Guida_alle_Tasse_Automobilistiche_2007.pdf
Link
Calcolo del bollo in base ai KW o ai CV
Calcolo del bollo in base alla targa del veicolo
Scritto: da LuisB
15:20 Scritto in Attualità, Fisco, Motori | Link permanente | Segnala | Tag: Italia, Fisco, Tasse, Finanziaria 2007, Guida, Auto, Bollo auto
venerdì, 28 aprile 2006
Assicurazione sanitaria nello Massachusetts
È la notizia del giorno ripresa da tutti i media a stampa ed elettronici. Si tratta di questo: il parlamento dello stato del Massachussetts ha approvato una norma che impone che tutti i residenti debbano avere una copertura sanitaria, così come è obbligatorio avere l’assicurazione contro terzi per l’auto.
In una nazione come gli Stati Uniti nella quale oltre 45 milioni di persone sono prive di qualsiasi assicurazione sanitaria, la legge emanata dallo stato del Massachussetts si presenta come un esempio per tutti gli altri 49 stati assillati dallo stesso problema riguardante i cittadini privi di assicurazione sanitaria.
Quelli, infatti, che non hanno alcuna copertura sanitaria affollano le emergency room, i pronto soccorso aggravando le spese degli ospedali che in stragrande maggioranza sono privati ed aumentando i contributi a carico degli altri cittadini e delle assicurazioni sanitarie private che ne coprono le necessità.
Questa legge obbligherà gli imprenditori che abbiano più di undici dipendenti a versare circa 400 dollari per ogni collaboratore per assicurargli una assicurazione sanitaria e costringerà pubblici e privati a collaborare per garantire i fondi relativi.
Scritto: da LuisB
11:52 Scritto in Attualità, Economia, Fisco, Sanità, Solidarietà | Link permanente | Segnala | Tag: Italian Blogs
giovedì, 29 settembre 2005
Visione di un crack finanziario preannunciato
Al momento attuale l’economia mondiale è talmente inondata da denaro liquido a buon mercato che ha perso ormai una linea generale di investimento intelligente e razionale. In teoria, l’evoluzione della base monetaria mondiale (la liquidità) dovrebbe essere parallela all’evoluzione del prodotto interno lordo (PIL) mondiale (la ricchezza). Ma già dal 1997 la base monetaria aumenta più velocemente della produzione. Non potrei essere più d’accordo con recenti studi pubblicati da autorevoli istituti di analisi economica e massimi esperti che stimano questo eccesso in 9,300 milliardi di euro.
Questa abbondanza di libero capitale avrebbe dovuto provocare un’inflazione del prezzo dei beni, in particolare in quei beni di largo consumo e percio’ più esposti a giochi di mercato e produzione, ma la globalizazione e la concorrenza dei paesi emergenti, che non sempre rispettano regole di mercato in fase di produzione (utilizzando mano d’opera sotto pagata e aiuti statali sotto forma di svalutazione monetaria), hanno radicalmente cambiato le regole del gioco. In assenza di inflazione, più di metà dei 9,300 miliardi di euro sono finiti in investimenti nel settore immobiliare, con oltre il 60% diretti al settore abitativo privato.
Di recente il Fondo monetario internazionale (FMI) ha calcolato che nel 2005 il tasso di risparmio mondiale batterà il record degli ultimi vent’anni. Un po’ ovunque le imprese accumulano profitti come mai in passato. I produttori di petrolio incassano miliardi di euro/dollari, mentre le famiglie spagnole, britanniche, statunitensi e italiane continuano a investire nel mattone, rischiando così di gonfiare la più grande bolla finanziaria della storia. A questo punto, bisogna predisporre al più presto un atterraggio morbido.
Compete ai governi in tali casi manterene alti i livelli di monitoraggio di mercato e agire immediatamente ai primi segnali di pericolo (nel caso dei governi europei appartenenti alla UE dovrebbero essere create strutture di monitoraggio comuni sia tutti i paesi membri già presenti che a quelli di futuro ingresso e intercomunicanti così da prevenire speculazioni oltre misura che possano sconvolgere il mercato comune del risparmio); il rischio è che da un giorno all’altro migliaia di famiglie che hanno investito tutti i loro risparmi nelle loro abitazioni si trovino in miseria o nel migliore dei casi vedano dimezzare pesantemente il valore dei loro risparmi ed investimenti.
Scritto: da Luis Batista
giovedì, 15 settembre 2005
In Italia l'Iva non risparmia neanche le future generazioni
In Italia si comincia prestissimo a fare i conti col fisco, tanto da poter parlare di baby-tartassati già dai primi giorni di vita. La denuncia arriva da Contribuenti.it che ha calcolato come i piccolissimi versino allo Stato, dalla nascita allo spegnimento della prima candelina, 1.100 euro di sola Iva sui generi di prima necessità: latte in polvere, biscotti, pappine, omogeneizzati, pannolini e tutto quanto può servire a nutrire, coprire e trasportare un bebè.
Una cifra elevata, ma soprattutto sproporzionata rispetto a quanto pagano gli adulti per beni analoghi, rileva l'associazione in una nota spiegando che su generi alimentari di prima necessità come pane e latte si applica un'aliquota Iva agevolata pari al 4%, mentre nessuna agevolazione è prevista per i prodotti destinati all'infanzia, tutti soggetti all'aliquota ordinaria del 20%.
Il risultato è che i bimbi pagano, come detto, 1.100 euro in luogo dei 220 che verserebbero in caso di agevolazione. Una differenza di ben 880 euro che, moltiplicata per i 563.000 bambini che ogni anno nascono in Italia, porta nelle casse dello Stato un surplus annuo - secondo i calcoli dell'associazione - di oltre 495 milioni di euro all'anno.
Per correggere questa sperequazione a danno delle fasce più deboli, Contribuenti.it intende promuovere sul suo sito una petizione da presentare al governo, per chiedere che nella prossima finanziaria venga inserito un provvedimento di riduzione al 4% dell'Iva ''su tutti i prodotti destinati alla prima infanzia''.
Secondo uno studio condotto dallo Sportello del contribuente, gli alimenti per la prima infanzia incidono per circa il 20% sul bilancio familiare. Ma l'associazione chiede che l'imposizione Iva venga ridotta su tutti i beni destinati ai bambini, non solo gli alimentari, ma anche pannolini, biberon, passeggini, seggiolini per auto e tanti altri. In tal modo, stima Contribuenti.it, si potrebbero ottenere risparmi di costo di circa il 16%.
14:03 Scritto in Economia, Fisco, Opinione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala


































































