giovedì, 27 novembre 2008
Dall'animale all'uomo: l’evoluzione della catena tossica
Sono le uova che hanno fatto individuare la frode. Durante settimane, lo scandalo della melammina, questa sostanza fraudolentemente aggiunta al latte e che ufficialmente ha ucciso 4 bambini cinesi e ne ha reso malati più di 54.000, erano restati circoscritti ai prodotti lattici. Quindi, un giorno d'ottobre, un dispositivo di controllo ha individuato questo prodotto tossico in uova venute da Cina continentale in vendita in un supermercato di Hong Kong. Immediato panico della popolazione sul pollame: se il consumo del latte di mucca è relativamente recente in Cina, quello delle uova, dei polli e delle anatre, in compenso, è da sempre molto diffuso.
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venerdì, 12 ottobre 2007
Ma quanto costa un caccia militare?
Alle quattro forze aeree europee che l'hanno ordinato, mantenerlo in linea costerà il 50 per cento di quanto avranno già speso per acquistarlo, vuole dire 15-18 miliardi di Euro, al posto di circa 36 miliardi di ricavato. Da uno studio sui benefici economici e industriali del programma del caccia europeo Typhoon, redatto l'anno scorso da un'università Americana su "ispirazione" del Consorzio Eurofighter. Questo dato la dice lunga sul considerevole impegno economico richiesto nella gestione delle flotte di aerei di combattimento dell'ultima generazione.
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venerdì, 28 settembre 2007
Botox & C.
Studiata per la cura dei disturbi funzionali della muscolatura degli occhi, la tossina del botulino ha visto crescere il proprio campo d’applicazione e oggi, con il nome di Botox, riduce anche le rughe d’espressione.
I metodi basati sul laser e introdotti fra il 1997 e 1998, nonché l’uso del Botox a scopo estetico, approvato nel 2002, mostrano che le nuove tecniche influenzano il numero degli interventi. Il settore viene fortemente sostenuto dalle evoluzioni tecnologiche; i progressi tecnici hanno come obiettivo una maggiore efficacia e rischi minori. Ad esempio, la ditta Cynosure Inc. sviluppa e produce apparecchiature laser per trattamenti medici ed estetici tra cui l’eliminazione delle cicatrici, delle vene varicose nelle gambe, dei peli superflui, dei nei e della couperose. La Coherent Inc., una società specializzata nella produzione di laser, investe più del dieci per cento dei ricavi annui nella ricerca e nello sviluppo per mantenere la sua posizione di leader. Con i recenti sviluppi di tecniche e prodotti innovativi la chirurgia plastica entra in settori sinora riservati ad altre specializzazioni mediche. La chirurgia correttiva oculare (cataratta, chirurgia refrattiva), la chirurgia del mento e le protesi rientrano sempre più nei settori della chirurgia plastica.
Tra gli interventi poco invasivi si annovera l’uso della tossina botulinica, che costituisce la base del prodotto antirughe «BotoxCosmetic» della Allergan. Si tratta di una proteina prodotta da un batterio con un effetto paralizzante; l’assunzione di generi alimentari contaminati dal botulino può essere addirittura letale. Iniettato in piccole dosi, nell’impiego medico blocca la contrazione muscolare.
Nel 2004 i trattamenti a base di Botox hanno rappresentato il 40 per cento degli interventi poco invasivi praticati negli Stati Uniti. Secondo la Allergan, la maggior parte del fatturato del Botox riguarda indicazioni neuromuscolari e non cosmetiche. Il Botox è stato autorizzato per la prima volta nel 1989 per la cura di due disturbi funzionali della muscolatura degli occhi, il blefarospasmo e lo strabismo.
Nel 2000 è stato ammesso per la cura della distonia cervicale, un disturbo neurologico del movimento, che provoca gravi contrazioni della muscolatura del collo e delle spalle. Nel 2002 la statunitense Food and Drug Administration ha approvato l’utilizzo del «Botox Cosmetic» per ridurre le rughe d’espressione con un’efficacia che si protrae fino a 120 giorni.
Scritto: da LuisB
domenica, 31 dicembre 2006
2007 Date memorabili
Un nuovo anno e nuove sfide, nuovi personaggi prenderanno posto nello nostro quotidiano, tanti di loro ce seguiranno per settimane, mesi addirittura per l’anno intero altri per poche ore. Ma ognuno di loro ci porterà sensazioni, ci farà sviluppare opinioni e molti casi prendere posizioni.
Dalla vicina Francia si intravede la sfida tra la candidata Sègolene Royal e Nicolas Sarkozy per l’Eliseo. Ma anche in Argentina ho nello lontano Pakistan si voterà per il presidente.
E poi i viaggi del Papa, le elezioni in Russia, la Coppa America… Perché, come diceva Karl Popper, sono sempre i nostri sogni e desideri cambiano il mondo.
Gennaio
1 – La Germania assume la presidenza dell’Unione Europea e del G8.
1 – Bulgaria e la Romania entrano nell’Ue, che conta cosi 27 paesi membri.
1 – Il sudcoreano Ban Ki-Moon prende il posto di Koff Annan come segretario generale dell’Onu.
1 – In Italia aumento dei prezzi dei viaggi in treno.
1 - La città di Sibiu in Romania è la città europea della cultura.
1 - La Svizzera entra nello spazio di Schengen.
8 – 13 – I leader dei paesi asiatici aderenti all’Asean si riuniscono a Cebu nelle Filippine.
20 – 25 – Il settimo World social forum dei movimenti antiglobalizzazione che avviene a Nairobi, Kenya.
21 – Elezioni parlamentari in Serbia.
23 – Elezioni parlamentari in Bangladesh.
24 – 28 – A Davos, in Svizzera, politici e imprenditori di tutto il mondo s’incontrano al World economic forum (Wef) per pianificare gli obiettivi del 2007.
28 – Giornata mondiale della lebbra, malattia che ancora hai nostri giorni colpisce 1,500 persone al giorno.
- Alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia inizia il processo all’ex presidente liberiano Charles Taylor.
30 - Microsoft rilascia Windows Vista.
Febbraio
1 – In Gran Bretagna raddoppiano le tasse aeroportuali per combattere l’inquinamento.
11 – Referendum sull’aborto in Portogallo.
22 – Inizio Mondiali di sci nordico 2007 a Sapporo (Giappone)25 – Elezioni presidenziali in Senegal.
- In Afghanistan il comando delle forze Nato passa dalla Gran Bretagna agi Stati Uniti.
Marzo
- Summit della lega Araba al Cairo.
3 - Eclissi lunare totale.
4 – Fine dei Mondiali di sci nordico 2007 a Sapporo (Giappone)
7 – Elezione dell’assemblea parlamentare dell’Irlanda del Nord.
18 – Elezioni parlamentari in Finlandia.
- Elezioni parlamentari in Siria.
- A Hong Kong elezioni del chief executive, il capo di governo, da parte degli 800 membri del comitato elettorale.24 - Esce Play Station 3 in Europa.
Aprile
21 – Elezioni del parlamento e del presidente in Nigeria.
22 – Primo turno delle presidenziali in Francia.
- Elezioni presidenziali in Ciad.
Maggio
3 – Elezioni parlamentari in Scozia e Galles.
6 – Secondo turno delle elezioni presidenziali in Francia.
- Elezioni parlamentari in Algeria.
- Elezioni parlamentari in Turchia.
12 - Inizio Giro d'Italia 2007.
14 – Elezioni parlamentari nelle Filippine.
Giugno
6 – 8 – Summit del G8 a Heiligendamm, sulla costa baltica, presieduto dal cancelliere tedesco Angela Merkel.
10 – Elezioni legislative in Francia.
17 – Secondo turno delle legislative francesi.
19 – 23 – Concorso ippico Royal Ascot, appuntamento mondano più importante del Regno Unito.
23 – A Valencia, in Spagna, inizia la 32° America’s cup, è la prima volta negli ultimi 156 anni che la sfida avviene in Europa.
24 – Elezioni parlamentari in Belgio.
26 – In Nepal elezione di un’assemblea costituzionale di 425 membri.
Luglio
1 – Il Portogallo assume la presidenza dell’Unione Europea.
7 – Il Comitato olimpico internazionale annuncia la sede prescelta per i giochi invernali del 2014.
7 – Partenza da Londra, per la prima volta, del 94° Tour de France.
13 - 29 - XV edizione dei Giochi panamericani a Rio de Janeiro in Brasile.18 – Il parlamento indiano elegge il presidente.
27 – Il centenario dello scoutismo viene festeggiato a Chelmsford, in Gran Bretagna, durante il 21° Jamboree.
31 – Viaggio di Papa Benedetto XVI in Brasile.
Agosto
25 – Tremila atleti partecipano ai campionati mondiali di atletica allo stadio Nagai di Osaka in Giappone.
26 – 30 – A Leverkusen, in Germania, Tunza international youth conference: incontro di giovani sui temi ambientali organizzato dall’Unep, United nations environment programme.
27 – 31 – A Kiel, all’European marine biology symposium, gli esperti discutono di cambiamenti e di ecosistema degli oceani.
Settembre
6 – 8 – A Dalian, in Cina, World economic forum: forum sulla crescita economica.
7 – Inizio Coppa del Mondo di rugby Francia 2007.
8 –9 – Incontro a Sydney dei paesi asiatici aderenti all’Apec: Asia-Pacific economic cooperation.
- A New York assemblea generale dell’Onu.
- Elezioni presidenziali in Vietnam.
- Elezioni parlamentari in Marocco.
Ottobre
21 - Elezioni parlamentari in Svizzera.
28 - Elezioni presidenziali e parlamentari in Argentina.
- Elezioni parlamentari in Tailandia.
Novembre
1 - Elezioni presidenziali e parlamentari in Guatemala.
4 – Elezioni in Turchia.
- Elezioni parlamentari in Croazia.
- A Pechino congresso quinquennale del 16° Comitato centrale del partito comunista cinese.
Dicembre
2 – Elezioni generali della Duma, il parlamento russo.
2 – Elezioni presidenziali in Slovenia.
- Elezioni presidenziali e parlamentari in Kenya.
- Elezioni parlamentari a Taiwan.
- Elezioni presidenziali nella Corea del Sud.
- Elezioni presidenziali in Svizzera.
venerdì, 15 dicembre 2006
Marte diverso sotto la superficie
Una scoperta senza precedenti, Marte sta mostrando agli scienziati della missione Mars Express di avere una faccia più vecchia e rugosa sepolta sotto la superficie. I risultati sono stati forniti da MARSIS, l'innovativo radar a bordo della sonda orbitale Mars Express dell'ESA ed offrono nuovi importanti indizi sulla storia geologica ancora misteriosa di Marte.
Le osservazioni compiute dallo strumento MARSIS, il primo radar a sonda utilizzato per l'esplorazione di un pianeta, suggeriscono che sotto le basse e dolci pianure dell'emisfero settentrionale di Marte siano sepolti antichi crateri da impatto.
La tecnologia utilizza gli eco delle onde radio che sono penetrati attraverso gli strati sotto la superficie.
MARSIS ha riscontrato che questi crateri da impatto sepolti, con un diametro da 130 a 470 chilometri circa, sono presenti sotto gran parte delle pianure settentrionali. Con MARSIS è come avere una vista a raggi X, oltre a trovare bacini da impatto precedentemente sconosciuti, se ha avuto la conferma che alcune lievi depressioni topografiche, di forma pressoché circolare, evidenziate nelle pianure sono correlate a caratteristiche geologiche da impatto.
Gli studi sull'evoluzione di Marte aiutano a comprendere gli albori della Terra. Risulta infatti più difficile rilevare sulla Terra i segni lasciati da forze che hanno agito alcuni miliardi di anni fa, poiché molti sono stati cancellati dall'attività tettonica e dall'erosione.
Le nuove scoperte consentono agli scienziati planetari di avvicinarsi alla soluzione di uno dei più impenetrabili misteri sull'evoluzione geologica e sulla storia di Marte. Diversamente dalla Terra, gli emisferi settentrionale e meridionale di Marte sono molto diversi tra loro.
L'emisfero meridionale è quasi interamente coperto di altopiani impervi e ricchi di crateri, mentre l'emisfero settentrionale è caratterizzato da rilievi più dolci e meno elevati.
Poiché gli impatti che causano i crateri possono avvenire in qualsiasi parte di un pianeta, le aree con un numero minore di crateri vengono generalmente interpretate come superfici più recenti, dove i processi geologici hanno cancellato le cicatrici degli impatti.
La superficie delle pianure settentrionali di Marte, giovane e liscia, è ricoperta da grandi quantità di lava e sedimenti vulcanici. I nuovi dati forniti da MARSIS, tuttavia, evidenziano che la crosta sottostante è estremamente vecchia.
Il numero di crateri da impatto sepolti con un diametro superiore a 200 chilometri trovati con MARSIS indica che la crosta sotto le basse pianure del Nord deve essere molto antica e che potrebbe risalire all’alto Noachiano, il periodo di 4 miliardi di anni successivo alla nascita del pianeta.
L’alto Noachiano è stata un'epoca di intensa craterizzazione da impatto in tutto il Sistema Solare.
I risultati inducono a ritenere che la crosta delle pianure dell'emisfero settentrionale sia antica quanto i più vecchi altipiani esposti meridionali, risalenti anch'essi al primo Noachiano, e che la dicotomia tra gli emisferi Nord e Sud si sia formata in tempi molto remoti della storia di Marte.
Per approfondimento
Pianeta del sistema solare, il più vicino alla Terra fra i pianeti esterni e il quarto dal sole. Marte si muove su un'orbita ellittica, di eccentricità.0,093 e inclinata sull'eclittica di 1º,9 a una distanza media dal Sole di 227,8 milioni di km (1,52 unità astronomiche); il periodo di rivoluzione siderale è di 1,88 anni. Rispetto alla Terra, il periodo sinodico è di 2 anni e 50 giorni circa; dopo questo periodo Marte si trova all'opposizione rispetto al Sole ed è nelle condizioni migliori per l'osservazione.
La distanza Terra-Marte, a causa anche dell'eccentricità dell'orbita terrestre, può variare, all'opposizione, tra circa 55 e 101 milioni di km: tale distanza è minima durante le opposizioni (dette anche grandi opposizioni) in quanto in quell'epoca la Terra si trova all'afelio e Marte al perielio. Le grandi opposizioni si verificano ogni 15-17 anni; l'ultima è stata quella del 13 giugno 2001 (Marte e la Terra si trovano in condizioni favorevoli per il lancio di una sonda spaziale ogni 26 mesi).
Il suo diametro è di 6787 km all'equatore, con uno schiacciamento di 0,009; la massa è 0,107 volte quella della Terra, l'accelerazione di gravità superficiale è solo il 38% di quella terrestre e la velocità di fuga 5,0 kmxs-1.
Marte ruota su se stesso con un periodo di 24h37'23", superiore di soli 41" al periodo di rotazione siderale della Terra; l'inclinazione dell'equatore marziano sul piano dell'orbita è di 23°59', il che dà luogo a stagioni simili a quelle della Terra, ma più lunghe a causa del maggior periodo siderale di Marte.
Link
Google Mars - una passeggiata virtuale sul pianeta Marte
Mars Pathfinder - L'esplorazione di Marte (in lingua italiana)
Scritto: da LuisB
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mercoledì, 06 dicembre 2006
Il pianeta Terra in tempo quasi reale
Siete mai stati curiosi di vedere quasi in tempo reale gli sviluppi di eventi naturali come incendi, inondazioni o eruzioni vulcaniche, oppure anche semplicemente di esplorare il pianeta attraverso gli occhi di un satellite?
L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha creato un sito web chiamato MIRAVI che consente di accedere alle immagini più recenti acquisite da Envisat, il satellite di osservazione della Terra più grande del mondo.
MIRAVI, abbreviazione di Meris Images RApid VIsualisation, segue Envisat attorno al globo terrestre, genera immagini dai dati grezzi raccolti dallo strumento ottico di Envisat, MERIS, e li pubblica sul Web nell'arco di due ore. MIRAVI è gratis e non richiede registrazione.
L'ESA ha progettato MIRAVI per dare al pubblico la possibilità di accedere ogni giorno alle immagini satellitari della Terra. Naturalmente gli scienziati conoscono già dati come questi, ma alla ESA hanno pensato che immagini così potessero interessare tutti. Le immagini più recenti del pianeta consentiranno di ammirare la magnificenza della Terra e conoscere meglio l'ambiente.
Sebbene queste immagini siano affascinanti e diano la meravigliosa sensazione di trovarsi, per così dire, a bordo del satellite, non sono utilizzabili per fini scientifici. Gli scienziati si servono immagini realizzate sfruttando per esteso le 15 bande spettrali di MERIS e che sono generate con algoritmi sofisticati.
Le immagini di MIRAVI, al contrario, usano solo alcune bande spettrali, elaborate in modo da apparire esattamente come le percepirebbe l'occhio umano.
La missione Envisat è un grande successo per l'Europa e un'enorme fonte di informazioni sul sistema terrestre. Questi dati ci consentono, tra l'altro, di approfondire la nostra conoscenza dei fattori che contribuiscono ai cambiamenti climatici.
Dal suo lancio avvenuto nel 2002 ad oggi, Envisat ha monitorato ininterrottamente le terre emerse, i mari, le calotte polari e l'atmosfera del nostro pianeta, grazie ai dieci sofisticati strumenti di cui dispone.
Envisat è in orbita polare attorno alla Terra a un'altitudine di 800 km, consentendo a MERIS di acquisire le immagini dell'intero pianeta in tre giorni. MERIS misura la radiazione solare riflessa dalla Terra, il che significa che la presenza del Sole è necessaria affinché MERIS possa generare immagini.
Per questo motivo, ad esempio, le immagini della Scandinavia, dove il Sole è basso in inverno, non sono attualmente disponibili se non in archivio. La situazione cambierà tuttavia da marzo in poi quando le immagini dell'area nordica saranno acquisite quotidianamente.
L'Antartide, per contro, sarà visibile per i prossimi due mesi.
Per approfondimento
Per avvalersi di questo servizio, basta visitare il sito web MIRAVI - http://www.esa.int/miravi - e scorrere le immagini più recenti facendo clic sulle foto a sinistra, oppure visualizzare una località specifica selezionando un'area sulla carta del mondo o immettendone le coordinate geografiche. MIRAVI offre anche un archivio di immagini acquisite a partire da maggio 2006, ricercabili in base alla data.
Scritto: da LuisB
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martedì, 05 dicembre 2006
Orologio biologico e la fertilità maschile
Chi l'ha sostenuto che il cosiddetto orologio biologico è una questione prettamente femminile? Le lancette dell'orologio biologico avanzano anche per gli uomini.
La riduzione della concentrazione di testosterone nel sangue, che superati i trent'anni diminuisce dell’un per cento all’anno, sarebbe infatti responsabile quanto quella di estrogeno e progesterone femminile del raddoppio della probabilità di non essere fertili.
Gli effetti?
Prima di tutto sulla fertilità, le coppie in cui l'uomo ha più di 35 anni hanno il 50 per cento in meno di probabilità di ottenere una gravidanza rispetto a quelle più giovani.
Inoltre, si osserva una stretta correlazione tra età paterna e anomalie del feto o incidenza di malattie come autismo, schizofrenia e sindrome di Down. Calo della fertilità e rischio di aborti spontanei non dipendono solo dall'età della donna.
Larry Lipshultz, presidente dell’American Urological Association's Council on Reproductive Health non ritiene che si possa affermare che esista un forte riduzione della fertilità maschile, se non dopo i 50 anni.
Sempre, secondo Lipshultz, quando un uomo supera i 50 anni, il numero degli spermatozoi diminuisce statisticamente, ma la riduzione non è clinicamente significativa. Solo un test potrebbe rilevare il declino nel numero degli spermatozoi, ma la probabilità di diventare padre non ha un calo apprezzabile. A differenza di quanto accade per le donne, con l’interruzione della produzione delle cellule uovo, gli uomini non interrompono la produzione dello sperma, dunque non si tratta dello stesso genere di orologio biologico.
Harry Fisch ha notato, ad esempio, con uno studio pubblicato su The Journal of Urology nel 2003, e condotto su 3.400 casi di sindrome di Down, che c’è un ruolo dell'età del padre sulla probabilità di svilupparla, se l’età di entrambi i genitori supera i 35 anni al concepimento, con un incremento quando la donna supera i 40 anni. Il 50% dei casi deriva dalla qualità dello sperma.
Da un altro studio, pubblicato nel 2001 Archives of General Psychiatry e condotto su 90.000 casi, emerge che il rischio di schizofrenia nei bambini è associabile all’età paterna. I bambini con padri oltre i 50 anni d’età al concepimento avevano quasi tre volte di più la probabilità di avere la schizofrenia, rispetto ai bambini nati da padri più giovani. Sono circa 20 le malattie che, sono state correlate all'età del padre.
Con l’invecchiamento, sostiene Fisch, lo sperma è più a rischio di avere problemi genetici ed è ridotta la capacità di fertilizzare l'ovulo femminile e, se si desidera avere figli, è meglio averli presto.
Inoltre, la diminuzione sotto la media del testosterone (ipogonadismo), abbinata ad altre modificazioni fisiologiche legate al tempo e a uno stile di vita poco sano, è associata a una maggiore incidenza di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e depressione.
Passati i trent'anni, quindi, le donne non dovrebbero più essere viste come le sole responsabili dell’infertilità. Basti pensare che l’età paterna avanzata, tradizionalmente considerata meno rilevante rispetto a quella materna, influenza negativamente la qualità genetica dello sperma, la motilità degli spermatozoi e le disfunzioni erettili.
L’infertilità maschile in Italia
Per quanto riguarda in particolare l’infertilità maschile in Italia, un dato certo è che, nonostante che negli ultimi anni gli uomini abbiano preso maggior coscienza del loro ruolo primario nelle difficoltà legate al concepimento, la quasi totalità (90%) non fa prevenzione e non consulta l’andrologo preventivamente, dato oltremodo allarmante tenendo conto che la maggior parte dei casi di infertilità maschile hanno origine da patologie uro-genitali, che in diversi casi si possono prevenire o curare.
Un secondo dato preoccupante è che ben il 50% degli uomini italiani non si sottopone a visita andrologica nemmeno a seguito di una diagnosi di infertilità.
Fattori di rischio
Sono numerosi i fattori che possono influenzare negativamente, per tutto l’arco della vita di un uomo, la sua capacità riproduttiva, determinando situazioni di infertilità transitorie o definitive.
Principali fattori di rischio che possono portare ad infertilità maschile. Alcuni di questi fattori possono essere transitori e pertanto non incidere in maniera definitiva sulla capacità riproduttiva dell’uomo:
Febbre - Quando la febbre supera i 38,5 °C può alterare la spermatogenesi per un periodo fra i 2 e 6 mesi.
Terapie (es. antitumorali) - Alcuni tumori e il loro trattamento possono avere un effetto soppressivo sulla fertilità. L’arresto definitivo della spermatogenesi può essere causato dall’irradiazione in zona genitale o da farmaci antitumorali (es. agenti anchilanti).
Trattamenti chirurgici - Una depressione temporanea della spermatogenesi può verificarsi a seguito di un intervento chirurgico (sopratutto se effettuato in anestesia generale) e durare 3-6 mesi. Alcuni interventi sull’apparato genito-urinario possono determinare in alcuni casi una riduzione definitiva della fertilità.
Infezioni urinarie - Episodi ricorrenti e trattamenti inadeguati possono essere associati a danni testicolari e epididimari per reflusso ascendente con conseguente scarsa qualità del liquido seminale.
Malattie trasmesse sessualmente - Alcune malattie a trasmissione sessuale, quali la sifilide, la gonorrea, le infezioni da Chlamydia trachomatis, Lymphogranuloma venereum e il virus HPV, possono rappresentare fattori di rischio per la fertilità. Occorre indagare durante l’anamnesi del paziente il numero di episodi, il trattamento e i mesi trascorsi dall’ultimo episodio.
Epididimite - Anche un’infiammazione dell’epididimo rientra tra i fattori di rischio. L’epididimo è una formazione allungata posta lungo il margine posteriore del testicolo, i cui dotti allungati servono per il deposito, il transito e la maturazione degli spermatozoi. Si deve distinguere tra epididimo-orchite (dolore acuto, grave e generalizzato) e epididimite cronica (dolore subdolo, episodico, solo talora ben localizzato e ricorrente).
Orchite postparotitica - L’orchite è solitamente associata alla parotite (orecchioni), ma può comparire anche in caso di infezioni virali da coxsackie o herpes e più raramente forme batteriche. La parotite prima della pubertà, così come la parotite che non determina orchite, non interferiscono con la fertilità e non sono quindi considerati veri fattori di rischio.
Varicocele - La dilatazione venosa associata al varicocele si associa talora all’infertilità, ma non è ancora noto il rapporto causa/effetto delle due condizioni. Rispetto all’influenza sulla fertilità del varicocele, è necessaria un’anamnesi molto approfondita del paziente.
Criptorchidismo - La ritenzione testicolare monolaterale o bilaterale influenza in modo variabile la fertilità, a seconda del tipo di patologia, della sua durata nel tempo, del momento e del tipo degli interventi effettuati per correggerla. L’intervento precoce prima dei due anni è oggi ritenuto indispensabile.
Traumi e torsioni testicolari - Sono fattori di rischio in particolare i casi accompagnati da danno tissutale, come l’ematoma scrotale, emospermia, ematuria, atrofia testicolare conseguente al trauma. Per quanto riguarda i microtraumi, solitamente più comuni, non è nota la loro azione.
Tra i fattori che incidono sulla difficoltà di un uomo ad avere figli, oltre a quelli fisiologici, ci sono anche lo stress, i fattori ambientali (inquinamento) e gli stili di vita scorretti (abuso di alcool, fumo, uso di droghe, eccesso di caffè).
Alcuni di questi fattori si presentano più frequentemente in età specifiche.
Ad esempio:
Prima del concepimento: Uso di farmaci da parte della madre
Fino ai 10 anni: Criptorchidismo, chirurgia erniaria
Fino ai 20 anni: Torsioni del funicolo (insieme di vasi e legamenti che sostengono il testicolo nella borsa scrotale), traumi, orchite postparotitica, steroidi anabolizzanti
Fino ai 30 anni: Infezioni genitali, varicocele, orchiepididimite
Fino ai 50 anni: Uso di farmaci, patologie professionali, abusi di alcol e fumo
Dopo i 50 anni: Patologie prostatiche, infezioni urinarie
I rimedi?
L’ideale sarebbe condurre una vita tranquilla e sana praticando regolarmente attività fisica e mentale, ma purtroppo si tende a una medicalizzazione eccessiva e si ricorre alla terapia ormonale senza soppesarne gli effetti collaterali.
Negli Stati Uniti, solo nel 2005 sono stati prescritti 2,3 milioni di prodotti contenenti testosterone, il 210 per cento in più rispetto al 1999.
Per approfondimento
Sterilità è l'incapacità di concepire, gestire una gravidanza o partorire naturalmente un bambino sano. Ci sono molte ragioni per le quali una coppia potrebbe non riuscire a concepire, o a concepire senza assistenza medica.
L'International Council on Infertility Information Dissemination (INCIID, Consiglio Internazionale per la Diffusione di Informazioni sull'Infertilità) considera una coppia sterile se:- Non c'è stato concepimento dopo un anno di rapporti non protetti, o dopo sei mesi per donne oltre i 35 anni;
- C’è incapacità di portare a termine la gravidanza.
Una coppia sana di circa 25 anni con rapporti sessuali regolari ha una possibilità su quattro di riscontrare una gravidanza in qualsiasi mese dell'anno.
Esame seminale - o spermiogramma - è l'indagine di laboratorio principale a cui viene sottoposto un uomo in questa fase. Anche se, è bene ricordarlo, nel 50% dei casi di sterilità maschile la causa non è imputabile ad alterazioni del liquido seminale. Lo spermiogramma mette in evidenza la presenza di un problema del quale, tuttavia, occorre comunque identificare la causa.
L'esame seminale fornisce valori quantitativi e qualitativi del liquido (per esempio il numero e la vitalità degli spermatozoi ecc.): deve essere ripetuto a distanza di uno-due mesi, anche se il primo esame ha dato esito negativo e cioè se è normale. L'esame viene fatto ripetere perché il liquido seminale è sensibile a diversi fattori: (dall'uso di particolari farmaci, a scorrette abitudini di vita) che possono aver alterato i risultati.
Il liquido seminale necessario per questi esami deve essere prelevato in modo sterile. Lavarsi molto accuratamente prima della raccolta, sia le mani che i genitali. Il seme va raccolto in contenitori sterili (chiedere in farmacia di contenitori sterili per l'urinocultura) curando di tenerli aperti il meno possibile e di non toccare l'interno. Il campione va portato di laboratorio dove va, generalmente previo appuntamento, esaminato subito e poi nelle ore successive.
Scritto: da LuisB
lunedì, 20 novembre 2006
La Terra vista dallo spazio con l’aiuto di Google ed ESA
Avete sempre voluto conoscere l’aspetto di un’eruzione vulcanica dallo spazio? O di una tempesta di sabbia? O di un ghiacciaio che si sta sciogliendo? L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha creato una speciale sezione che farà parte di Google Earth, e che permetterà di ammirare oltre 130 immagini satellitari dell’ESA, che includono sia fenomeni naturali sia opere costruite dall’uomo.
Le nuove immagini sono raggiungibili cliccando su “Featured Content” nella barra di controllo di Google Earth e quindi cliccando sull’icona dell’ESA.
Si potrà intraprendere un viaggio intorno al globo, esplorando immagini dettagliate di stupefacenti artefatti umani e scoprendo i rilevanti cambiamenti subiti dall’ambiente. Le immagini saranno corredate di informazioni utili, piene di dati e fatti, spiegazioni e teorie scientifiche.
Integrare le immagini dell’ESA in Google Earth dà l’occasione di aumentare la consapevolezza e di stimolare l’interesse del pubblico per le tecnologie spaziali e in particolare per quelle relative alle osservazioni della Terra e alla protezione dell’ambiente.
La scelta delle immagini è stata calibrata per dare agli utenti di Google Earth la possibilità di girare il pianeta a volo d’uccello, con punti di vista diversi, apprezzando con una testimonianza diretta sia lo splendore della Terra sia i suoi punti deboli.
Le immagini della raccolta sono state acquisite dai satelliti dell’ESA Envisat, il satellite ambientale più grande che sia mai stato costruito, ERS e Proba. Envisat, lanciato nel 2002, ottiene i dati da tre sensori: il radar ad apertura sintetica ASAR (Advanced Synthetic Aperture Radar), lo spettrometro a media risoluzione MERIS (Medium Resolution Imaging Spectrometer) e il radiometro a scansione lungo la traccia AATSR (Advanced Along-Track Scanning Radiometer).
Lo strumento ASAR utilizza un radar per mappare il terreno, il profilo delle onde e del ghiaccio e per monitorare l’utilizzo della terra, i tipi di vegetazione e misurare alcune proprietà della superficie. MERIS raccoglie immagini della superficie e delle nuvole in pieno sole, catturando la luce visibile e parte della regione infrarossa dello spettro.
Il sensore AATSR scansiona le terre emerse e la superficie oceanica per misurare la temperatura dei mari, rivelare i focolai degli incendi forestali e mappare l’estensione della vegetazione in regioni diverse.
I dati di questi sensori giocano un ruolo vitale nell’aiutare gli scienziati, i governi e altri a capire meglio le cause e le conseguenze dei cambiamenti ambientali globali, rivelando gli episodi di El Nino, svelando i misteri del riscaldamento globale, tracciando la deforestazione e l’inquinamento a livello globale e ottenendo informazioni ravvicinate di cruciale importanza sull’innalzamento dei livelli oceanici.
“Featured Content” di Google Earth è stato lanciato in settembre e dà l’opportunità ai fornitori di contenuti come l’ESA di mettere in vetrina prodotti che vanno dai famosi artefatti alle informazioni scientifiche.
All'interno di 'Featured Content', oltre all'Esa, vi sono:
- Il programma per l’ambiente delle Nazioni Unite – La selezione dell’UNEP per Google Earth include istantanee successive di 100 aree di estremo degrado ambientale nel mondo. Dalla deforestazione in Amazzonia agli effetti dei furiosi incendi forestali nell’Africa sub-sahariana, al declino del Lago d’Aral in Asia Centrale, questo “prima” e “dopo” di immagini nel corso degli ultimi 30 anni offre agli utenti una risorsa on-line per prendere coscienza delle aree di crisi ambientale nel mondo.
- Discovery Networks World Tour – Attraverso Google Earth, Discovery permette sia agli entusiasti del viaggio sia ai turisti da poltrona di visitare virtualmente le principali attrazioni, città e meraviglie naturali del mondo. Attraverso la trasmissione in streaming di spezzoni di video di Discovery, gli utenti possono conoscere la storia e il significato degli artefatti umani, dei parchi nazionali, delle città americane o europee, di particolari luoghi africani. Questi contributi multimediali introducono gli utenti a meraviglie come la tomba di Tutankamon nella Valle dei Re o come la storia del cancello del santuario di Itsukushima in Giappone.
- Jane Goodall Institute – Grazie al Jane Goodall Institute gli utenti possono visitare Fifi e gli altri scimpanzé del Parco Nazionale di Gombe e seguirne le avventure quotidiane con il “geo-blog” dell’Istituto incluso in Google Earth. Aggiornato ogni giorno, questo geo-blog è un’istantanea del lavoro del Jane Goodall Institute, illustrandone la ricerca sugli scimpanzé e sugli effetti della deforestazione in Africa.
Per approfondire
Google Earth - Mappe satellitari, vista dal satellite e download gratis
Scritto: da LuisB
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martedì, 31 ottobre 2006
Il nanouniverso delle nanotecnologie
Il 29 dicembre 1959 il celebre fisico Richard Feynman tenne un discorso, intitolato "Thre’s Plenty of room at the bottom", al Californian Institute of Technology, nell’ambito del convegno annuale dell’American Phisical Society. "Voglio parlare della manipolazione e del controllo delle cose su piccola scala - spiegava alla platea Feynman, che nel ’65 avrebbe vinto il premio Nobel- spesso si parla di motori elettrici grandi quanto un’unghia, ma questo è nulla… per quanto ne so i principi della fisica non impediscono di manipolare le cose atomo per atomo. Non è un tentativo di violare alcuna legge; è qualcosa che in principio può essere fatto, ma in pratica non è successo perché siamo troppo grandi". In seguito Feynman spiegò, numeri alla mano, come fosse possibile trascrivere i 24 volumi dell’Enciclopedia Britannica sulla punta di uno spillo.
Dunque, manipolare gli atomi per costruire oggetti infinitamente piccoli, questa intuizione fa di Feynman il precursore delle nanotecnologie. A coniare questo termine fu molti anni dopo, nel 1975, Eric Drexler, il quale definì così la "sua" scienza: "una tecnologia a livello molecolare che ci potrà permettere di porre ogni atomo dove vogliamo che esso stia. Chiamiamo questa capacità nanotecnologia, perché funziona sulla scala del nanometro, 1 milionesimo di metro".
Per non perderci troppo nei tecnicismi possiamo dire che la nanotecnologia è la tecnica che consente di costruire oggetti, dispositivi, materiali che hanno le dimensioni del miliardesimo di metro. Le nanostrutture offrono molteplici vantaggi (in primis il risparmio di spazio e la possibilità di controllare le proprietà dei materiali senza alterarne la composizione chimica), permettendo al tempo stesso di migliorare la potenza e la capacità di memoria dei dispositivi informatizzati. Gli strumenti di questa tecnologia consistono in macchine microscopiche in grado di agire su singoli atomi.
Queste intuizioni furono accolte con grande entusiasmo dall’opinione pubblica, in quanto aprivano la strada a prodotti che trascendevano la capacità immaginativa, per confluire nella fantascienza.
Nel frattempo in ambito scientifico cominciarono a moltiplicarsi gli studi sulle nanotecnologie, con un progressivo ampliamento del campo d’indagine, dalla medicina alla meccanica, dall’informatica all’ambiente. Oggi parte di quegli studi si stanno concretizzando in realtà: l’era delle nanotecnologie è entrata nella sua fase attuativa.
Le nanotecnologie nella medicina
Il DNA può essere replicato con la PCR, ma si può sfruttare anche un'altra proprietà intrinseca: quando la doppia elica della sua molecola viene aperta, tende a richiudersi non appena trova una catena complementare. Questo fenomeno è detto ibridazione e viene sfruttato con l'ausilio delle cosiddette sonde genetiche, frammenti di DNA appositamente preparati per andare a chiudersi su un preciso frammento.
E' un po' come avere un'esca alla quale può abboccare solo quel particolare pesce. Quindi disponendo di un campione in cui si presume la presenza del DNA o dell'RNA di un certo batterio o virus e mettendolo a contatto con le sonde, la cattura è certa e una volta che è avvenuta l'ibridazione si ha la produzione di un colore come nel caso dell'ELISA. E' però dall'incontro con l'elettronica e la miniaturizzazione più spinta (nanotecnologia) che questa metodica ha avuto un impulso risolutivo. Si tratta della nascita dei nanochip, veri e propri circuiti integrati elettronici sulla cui superficie sono distribuiti fino a 100 microscopici punti di test. Grazie alla proprietà elettriche delle molecole organiche, le sonde genetiche possono essere distribuite su questi "nanolaboratori" per mezzo di piccole correnti generate e controllate da un computer, dopodiché nel nanochip può essere immesso il campione da analizzare. Se nel campione è presente il materiale genetico di un virus o di un batterio si dirigerà inevitabilmente verso il punto di test in cui è presente la sonda genetica giusta (è un'attrazione fatale).
I vantaggi di questa metodica sono moltissimi. Per esempio, si possono non soltanto individuare quali germi sono presenti, ma anche se sono di tipo resistente a questo o quell'antibiotico. Allo stesso modo si può determinare se un virus è o meno sensibile agli antivirali. Il pioniere di questa metodica, la statunitense Nanogen, ha già condotto esperienze sugli Stafilococchi meticillino-resistenti, un ceppo di batteri che più causa preoccupazioni in fatto di infezioni ospedaliere. Inoltre, potendo controllare contemporaneamente un così elevato numero di ipotesi, il lavoro di individuare il "nemico" diventa questione di ore. Tempo prezioso, se è in gioco la vita.
Campi di applicazione delle nanotecnologie
Campi di applicazione delle nanotecnologie sono pressoché illimitati e praticamente tutti i settori produttivi più importanti ne possono essere influenzati in maniera drammatica.
Le ricerche in corso hanno uno spettro molto ampio e riguardano:
- Lo sviluppo e l’applicazione di materiali nuovi o migliorati (per i trasporti, tecnologie dell’informazione, le telecomunicazioni);
- Prodotti chimici nuovi o migliorati (per es. nuovi catalizzatori);
- Lo sviluppo di nuovi farmaci e di nuovi sistemi/dispositivi di cura;
- Applicazioni per l’ambiente (stoccaggio e produzione) e l’energia;
- La messa a punto di nuovi prodotti cosmetici e per l’industria alimentare;
- Lo sviluppo di prodotti per il settore della difesa e quello aerospaziale.
Alcuni prodotti derivanti dalle nanotecnologie sono già disponibili sul mercato quali, ad esempio, nanopolveri con proprietà anti UV per creme solari e polveri nanostrutturate per coatings o vernici ma anche “hard disks” con superfici nanostrutturate per registrazione dati ad altissima densità. Altri prodotti sono attesi in tempi piuttosto ravvicinati come certi dispositivi fotonici per telecomunicazioni, superfici autopulenti, sistemi diagnostici basati sul principio “lab-on-chip”, nanocompositi. Infine, con un orizzonte temporale un po’ più lungo, ma comunque entro i prossimi 6-7 anni, sono attesi sistemi avanzati per la somministrazione di farmaci, protesi mediche più resistenti e con migliorata biocompatibilità, polimeri conduttori, migliori sistemi di produzione e stoccaggio dell’energia.
Il mercato globale delle nanotecnologie
Le nanotecnologie rientrano negli obiettivi di sviluppo di tutti i maggiori Paesi industrializzati. Le spese per l’attività di R&S in questo campo hanno superato nel 2005 i 9 miliardi di $ suddivisi in parti sostanzialmente uguali tra pubblici e privati. Per rendere più efficace il loro impegno, molti Paesi hanno attivato programmi specifici pluriennali per lo sviluppo delle nanotecnologie.
Una delle iniziative più importanti è la National Nanotechnology Iniziative (NNI), avviata nel 2001 negli USA con ingenti fondi federali. Il budget 2006 di 1,3 miliardi di $ ed analoga cifra è prevista per il 2007.
Iniziative simili sono attive in Paesi come Cina (dal 2001, quinquennale), Corea del Sud (decennale, dal 2001), Taiwan (su 6 anni, dal 2005 ), Israele dal 2001, in Irlanda. In altri Paesi quali Giappone, Germania, Francia, UK, Olanda sono state create agenzie nazionali ad hoc, spesso con la partecipazione di privati, con le necessarie risorse tecniche ed economiche. Si valuta il mercato mondiale attuale dei prodotti realizzati con le nanotecnologie a 32 miliardi di dollari, che dovrebbero diventare 1000 miliardi nel 2015. Le imprese attive nel settore sono già 1.600 nel mondo; i prodotti sul mercato sono già più di 200 nei settori dei cosmetici, degli articoli sportivi, dell’abbigliamento, dell’elettronica, dei rivestimenti superficiali, dell’edilizia.
Il mercato italiano delle nanotecnologie
In Italia le nanotecnologie sono una delle priorità dell’ultimo PNR, ma non sono indicati obiettivi precisi né dedicati fondi ad hoc. Il “Secondo Censimento italiano delle nanotecnologie”, realizzato da AIRI/Nanotec IT, ha evidenziato che l’impegno in questo campo è piuttosto intenso: vi sono infatti molti gruppi di ricerca impegnati nelle nanotecnologie, in parte di dimensioni ridotte, negli istituti universitari e negli Enti di ricerca, l’attività dei quali pero’ risulta talvolta frammentaria e non inserita in un disegno organico nazionale. Accanto a questi vi è anche una rilevante attività in campo industriale che coinvolge sia grandi che piccole e medie imprese, di cui alcune all’avanguardia nel loro settore.
La strumentazione medicale ed il settore farmaceutico subiranno un impatto importantissimo. Infatti, l’integrazione di tecnologie micromeccaniche, microelettroniche, dei materiali nanostrutturati e delle biotecnologie, consente di realizzare sistemi complessi – micromotori, microsensori, micropompe, veicolatori di farmaci, microottiche, ecc. - e di offrire funzionalità del tutto nuove alle esigenze mediche e terapeutiche. Si aprono quindi grandi opportunità se si sapranno trasformare le competenze scientifiche in nuovi prodotti e servizi che rispondano a precisi bisogni medici. La sfida ad oggi vede l’Italia non svantaggiata in termini di conoscenze mediche e nanotecnologiche, ma è necessario assicurare il lavoro interdisciplinare – e coinvolgere da subito imprenditori, investitori, esperti di mercato ed istituzioni di supporto.
Per approfondimento
Nanotecnologia, campo della scienza che si propone di manipolare singoli atomi e molecole per creare componenti elettronici e chip migliaia di volte più piccoli di quelli attuali. Il termine fu coniato da K. Eric Drexler nel 1986, anche se l'inzio delle ricerche in questo ambito si può far risalire agli studi di Richard P. Feynman nel 1959.
Due sono le strade seguite per operare a livello nanometrico. Una fa riferimento all’approccio cosiddetto “top down”, che significa ridurre con metodi fisici le dimensioni delle strutture più piccole verso livelli nano. La nanoelettronica e la nanoingegneria sono le aree di elezione per questo approccio nel quale possono essere sfruttate tecniche, quali per esempio la litografia a raggio elettronico, proprie della microelettronica e che proprio per questo tale approccio è sicuramente la strada di più immediato utilizzo per entrare nel mondo “nano”.
L’altra strada è invece quella cosiddetta “bottom up” che sta ad indicare l’approccio nel quale, partendo da piccoli componenti, normalmente molecole, si cerca di controllarne/indirizzarne l’assemblaggio utilizzandoli come “building blocks” per realizzare nanostrutture, sia di tipo inorganico che organico/biologico.
DNA, L'acido desossiribonucleico o deossiribonucleico (DNA) è, dal punto di vista della biochimica, una macromolecola. È presente in tutti gli organismi viventi. È una molecola molto importante perché trasporta l' informazione genetica necessaria alla trasmissione dei caratteri ereditari. Ogni proteina presente negli organismi viventi deriva da un processo di sintesi che trae origine dall'informazione immagazzinata nel DNA. Di solito il DNA è a doppio filamento: è formato da due catene orientate in verso opposto, unite da legami idrogeno tra le basi azotate.
Ogni sequenza è determinata dall'altra, in quanto la regola di appaiamento A-T, G-C è imposta dalla dimensione delle basi e dal numero e dalla disposizione dei legami idrogeno che esse possono formare. Si dice anche che i due filamenti sono complementari. I due filamenti sono avvolti l'uno attorno all'altro in una doppia elica, struttura che corrisponde ad un minimo di energia. Quelle di DNA sono molecole molto lunghe: un cromosoma umano medio contiene un doppio filamento di DNA lungo 8 centimetri! Le cellule devono quindi utilizzare meccanismi molto sofisticati per riuscire a comprimere tutto il loro DNA nell'esiguo spazio del volume nucleare.
Link
La National Nanotechnology Initiative della Nsf, che regola l'impegno del governo americano nel settore, sta svolgendo una serie di approfondite ricerche sui possibili vantaggi per l'ambiente che deriverebbero dalla nanotecnologia. (In lingua inglese)
Istituto Nazionale per la Fisica della Materia (INFM) - The National Institute for the Physics of Matter (INFM) carries out fundamental and applied research on the physical properties of atomic, molecular and condensed matter systems. INFM operates through a wide Network of Research Units, Laboratories and R&D Centres, and involves over 3500 scientists. (In lingua inglese)
Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati (ISMN) - L’Istituto ISMN nasce nel 2002 dall'unione di 5 ex-Organi dell’Ente con esperienza nell’area della dei Materiali Innovativi, con particolare riferimento allo sviluppo di semiconduttori per i settori dell’optoelettronica e della fotonica; ai sistemi catalitici orientati all'abbattimento dell’impatto ambientale di alcuni processi di interesse industriale; alle metodologie di funzionalizzazione delle superfici e di manipolazione della materia; allo sviluppo di molecole organiche adatte alla realizzazione di biosensori e/o dispositivi di tipo bioelettronico. (In lingua italiana)
Nanoforum.org - European Nanotechnology Gateway. (In lingua inglese)
Video
Le nanotecnologie in medicina: in arrivo una rivoluzione (Fonte: EuroNews)
Scritto: da LuisB
14:40 Scritto in Opinione, Ricerca & Sviluppo, Scienza, Scuola & Università, Tecnologia | Link permanente | Segnala | Tag: Tecnologie, Nanotecnologie, Scienze, Ricerca, Italia
sabato, 21 ottobre 2006
Satellite meteorologico europeo MetOp
Per 28 anni, l'Europa ha utilizzato con successo i famosi satelliti meteorologici Meteosat in orbita geostazionaria. Oggi, questi satelliti meteorologici sono stati affiancati dal primo membro di una nuovissima generazione. MetOp è progettato per esaminare attentamente l'atmosfera da un'orbita terrestre bassa, fornendo dati che miglioreranno le previsioni meteorologiche di portata globale e consentiranno una maggiore comprensione dei mutamenti climatici.
Il primo di tre satelliti sviluppati in base a un programma congiunto dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) e dell'EUMETSAT (European Meteorological Satellite Organisation), MetOp-A è stato lanciato con successo da Baikonur, Kazakhstan, grazie a un vettore russo Soyuz 2/Fregat gestito dalla società euro-russa Starsem.
Il vettore Soyuz 2, alla sua prima missione operativa, è decollato alle 18:28 CEST (16:28 UT) con il satellite da 4093 kg assicurato al nuovo comparto di carico del diametro di 4,1 m, analogo per forma e dimensioni a quello dell'Ariane 4. Il Soyuz 2 è il membro più recente della famiglia di booster Semyorka, attiva da quasi 50 anni e a partire dal 2008 verrà lanciato dalla base spaziale della Guiana francese.
Circa 69 minuti dopo il lancio, l'ultimo stadio del razzo Fregat ha rilasciato il primo satellite MetOp in un'orbita circolare a una quota di 837 km sull'arcipelago delle Kerguelen nell'Oceano Indiano meridionale.
Con un'inclinazione di 98,7° leggermente retrograda, quest'orbita permette a MetOp-A di orbitare attorno al globo sorvolando entrambi i poli e incrociando l'equatore sempre alla stessa ora locale, ovvero alle 09:30. Nota come ‘eliosincrona’, questo tipo di orbita permette visite grossomodo quotidiane e in condizioni di illuminazione solare analoghe a quasi tutti i punti della superficie terrestre.
Il satellite ora è sotto il controllo dell'ESOC (European Space Operations Centre) dell'ESA a Darmstadt (Germania) e ha già dispiegato con successo i propri pannelli solari. Nei prossimi giorni, verrà sottoposto ai primi check-out tecnici dei sistemi e azionerà le proprie antenne. Il passaggio delle consegne a EUMETSAT è previsto per il 22 ottobre. In questa data il satellite entrerà ufficialmente nella sua fase operativa e inizierà le attività di routine.
MetOp-A formerà il segmento spaziale dell'EPS (EUMETSAT Polar System), un sistema progettato per raccogliere dati atmosferici e ambientali e completare l'analisi emisferica geostazionaria prodotta dal sistema Meteosat. L'EPS verrà gestito in modo coordinato con il sistema US POES (Polar Operational Environmental Satellite) della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration). Mentre i satelliti NOAA sono allineati su un'orbita ‘pomeridiana’ (ovvero, attraversano l'equatore nel pomeriggio, ora locale), il MetOp dell'ESA prenderà servizio in un'orbita ‘mattutina’.
Per compiere la sua ambiziosa missione, MetOp-A ha in dotazione di bordo un carico di sensori davvero completo, che include una serie di strumenti europei di nuova generazione oltre a una serie di strumenti ‘tradizionali’ forniti dagli Stati Uniti e del tutto simili a quelli trasportati dagli attuali satelliti NOAA.
Lo strumento IASI (Infrared Atmospheric Sounding Interferometer) fornito dall'agenzia spaziale francese CNES, effettuerà misurazioni su più di 8000 canali per ottenere profili di temperatura e vapore acqueo con una precisione senza precedenti. Questi dati saranno particolarmente preziosi per i modelli di previsione meteorologica. Le analisi dello IASI verranno affiancate da misurazioni di strumenti statunitensi già in uso e dal nuovo MHS (Microwave Humidity Sounder), un radiometro a cinque canali sviluppato dall'EUMETSAT che nel prossimo futuro farà parte del carico strumentale dei satelliti NOAA.
Sviluppata congiuntamente da ESA ed EUMETSAT, la seconda generazione del GOME (Global Ozone Monitoring Experiment) è una versione perfezionata di uno spettrometro di scansione già a bordo di ERS-2, progettato per analizzare l'atmosfera e individuare i profili di concentrazione di ozono e di altre tracce gassose.
Un altro strumento di ESA/EUMETSAT che ha un forte legame con il programma ERS è l'ASCAT (Advanced Scatterometer). Questo radar in banda C perfezionato misura la velocità e la direzione dei venti sulla superficie degli oceani. Una analisi, questa, che consente di ricavare non soltanto dati fondamentali per i modelli di previsione meteorologica, ma anche informazioni preziose su ghiaccio, neve e umidità del terreno.
Un nuovo strumento sviluppato dall'ESA e dall'EUMETSAT è il GNSS GRAS (Receiver for Atmospheric Sounding), che utilizza l'occultazione dei segnali di navigazione del satellite nel lembo atmosferico per ricavare profili di temperatura e di umidità della troposfera.
Gli strumenti forniti dalla NOAA includono: la terza generazione dell'AVHRR (Advanced Very High Resolution Radiometer), uno strumento prezioso per l'acquisizione di immagini globali della copertura di nubi oltre che delle superfici oceaniche e terrestri, due AMSU/A (Advanced Microwave Sounding Units) da 15 canali per la scansione dei profili di temperatura atmosferica, nonché la quarta generazione dell'HIRS (High Resolution Infrared Radiation Sounder), uno strumento a 20 canali equivalente all'interferometro IASI che convalida i dati raccolti dallo strumento europeo e funge poi da back-up.
Oltre a ciò, MetOp-A trasporta un sistema avanzato di raccolta dei dati Argos, fornito dal CNES, per individuare e comunicare con stazioni automatizzate, sia fisse che mobili; due carichi di ricerca e soccorso forniti rispettivamente dalla Agenzia spaziale Canadese e dal CNES per supportare la rete internazionale Cospas-Sarsat di ricetrasmissione dei segnali di richiesta di soccorso e, infine, uno spettrometro SEM-2 (Space Environment Monitor) fornito dagli USA per analizzare il flusso di particelle cariche nello spazio.
Approvato sin dal 1992, il MetOp è un programma di satelliti meteorologici che presenta forti analogie con il Meteosat. Sin dall'inizio del programma il contributo dell'ESA è stato gestito tramite l'agenzia Earth Watch del programma Living Planet. L'ESA è responsabile dello sviluppo e della realizzazione del satellite. In questo ruolo, l'ESA è stata la maggiore finanziatrice del primo esemplare. L'EUMETSAT è responsabile dei sistemi operativi e sta finanziando lo sviluppo del segmento di terra e dei satelliti successivi, nonché dei razzi vettori e delle attività operative.
Tre esemplari del satellite sono stati ordinati da un consorzio di imprese guidato da EADS Astrium. La navicella spaziale, assemblata a Tolosa, Francia, si basa su un bus derivato dall'Envisat dell'ESA e dai satelliti francesi Spot 5 e incorpora attrezzature avanzate per garantire la massima flessibilità delle attività operative, con più di 36 ore di autonomia e una capacità di archiviazione dei dati di 24 Gbit.
I satelliti MetOp orbitano attorno al pianeta circa 14 volte al giorno, raccogliendo dati che spediscono poi alla stazione di terra CDA (Command & Data Acquisition) dell'EPS, ubicata nell'arcipelago delle Svalbard, a nord della Norvegia. A causa della sua elevata latitudine (78°N), la stazione CDA è visibile durante ogni singola orbita del MetOp, quando il satellite sorvola l'Artide.
Una volta raccolti, i dati inviati dal MetOp verranno ritrasmessi alle strutture dell'EUMETSAT di Darmstadt per l'elaborazione e la distribuzione. Oltre a ciò, alcuni dati in tempo reale del Polar System verranno trasmessi direttamente alle organizzazioni meteorologiche regionali ogni volta che il satellite entrerà nel campo di visibilità delle loro stazioni riceventi.
Grazie alle sue eccezionali caratteristiche di carico utile e capacità di trasmissione, il MetOp sarà in grado di rilevare i prodromi di condizioni climatiche severe, quali violente tempeste, che non possono essere osservate da un'orbita geostazionaria. Il satellite renderà quindi possibile l'invio di allarmi meteorologici con un anticipo decisamente superiore rispetto alle capacità dei sistemi attuali.
I dati che verranno raccolti dal MetOp-A e dagli altri satelliti dello stesso programma forniranno una nuova dimensione alle nostre conoscenze sull'atmosfera e sul clima terrestre. Questi dati non consentiranno soltanto un nettissimo miglioramento della precisione delle previsioni meteorologiche europee e mondiali, ma permetteranno alla comunità scientifica di sviluppare modelli climatici globali più sofisticati, in grado di favorire una maggiore comprensione del mutamento climatico globale e una più attenta focalizzazione delle politiche ambientali internazionali.
Per approfondimento
Video – Lancio del satellite MetOp
Credits: ESA
Scritto: da LuisB
00:25 Scritto in Ricerca, Scienza, Tecnologia | Link permanente | Segnala | Tag: Scienza, Tecnologia, Ricerca, Spazio, Meteo, Satellite, ESA
























































