martedì, 03 febbraio 2009

Yalp! Come TVene?

yalp-1.jpgYalp!, la web tv di Telecom Italia, lancia “Come TVene?” un nuovo concorso per tutti coloro che desiderano essere protagonisti della rete e che avranno la possibilità di realizzare un proprio canale tv. Grazie a questa iniziativa, gli internauti potranno vincere i contenuti Premium disponibili sulla web tv di Telecom Italia (per esempio musica, film e sport) del valore di 25 euro. Basterà rispondere correttamente a tre domande relative ai contenuti di Yalp! e un “istant win” informerà il partecipante della vincita.

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martedì, 05 agosto 2008

Il nuovo veicolo passe-partout di Toyota

610x.jpgIn tempi di crisi energetica e con il prezzo dei carburanti alle stelle, la casa automobilistica giapponese Toyota lancia sul mercato quella che vuole essere la risposta, anche se parziale e neanche tanto originale, al trasporto a corto raggio urbano. Toyota ha svelato nei giorni scorsi un nuovo modo di trasporto per facilitare gli spostamenti nelle vie, le stazioni ferroviarie, gli aeroporti, i centri commerciali o altri vasti luoghi pubblici.

Questo veicolo per una sola persona, battezzato “Winglet", si presenta come una piccola piattaforma a ruote basse con una struttura verticale che s’incastra tra le gambe del passeggero, o uno joystick da tenere in mano, secondo la versione del modello. Il veicolo richiude una batteria dai sensori d’orientamento e molte innovazioni tecnologiche per garantire una manipolazione facile e sicura. Il prototipo del modello più avanzato integra un terminale d'informazione multimediale e di localizzazione e posizionamento satellitare.

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venerdì, 20 aprile 2007

Iraq guerra privata pagata con soldi pubblici

medium_040405_wpIraq_hmed_9p.hmedium.jpgL’autorevole quotidiano britannico “The Guardian” ha portato alla conoscenza dei suoi lettori, e della popolazione in generale, che la Gran Bretagna ha speso in compagnie di sicurezza un quarto dei finanziamenti destinati alla ricostruzione in Iraq, gli Stati Uniti oltre un terzo.

A svelare le cifre britanniche è stato lo stesso il ministro degli Esteri Kim Howells, durante la risposta a un'interrogazione parlamentare: sono stati quantificati in 214 milioni di euro la cifra che è andata alle guardie armate che proteggono le strutture britanniche nel Paese, mentre ulteriori circa 30 milioni sono serviti per l'addestramento della polizia e dei consulenti per la sicurezza del governo iracheno.

Nello caso degli Stati Uniti secondo le più recenti valutazioni del Tesoro statunitense invece, il 34 per cento dei 15 miliardi di euro stanziati per la ricostruzione sono stati dirottati in spese per la sicurezza, aumentando dai 3,3 miliardi del 2005 ai 4,7 del 2006.

Ciò che pochi italiani sanno sicuramente è che il ministero degli Esteri italiano a chiamato a difendere i tecnici italiani presenti a su tempo in Iraq un’agenzia di sicurezza privata britannica. Si tratta, infatti, di Aegis Defence Services e per e suoi servizi sarà pagata 3 milioni di euro.

medium_M16_Clinic_Medic003.jpgIl fondatore della Aegis Defence Services, Tim Spicer è un veterano della guerra delle Falklands e ha servito come colonnello nelle Guardie Scozzesi nei territori dell’Irlanda del Nord.

I suoi uomini furono responsabili dell'uccisione di un ragazzo cattolico disarmato nel 1992. Sempre Spicer fu coinvolto nella soppressione della ribellione contro il governo di Papua Nuova Guinea nel 1997 (“servizio” per il quale fu pagato 36 milioni di dollari) e in un traffico d'armi, con violazione dell'embargo, in Sierra Leone nell'anno successivo.

A sua volta il governo statunitense lo assoldò nel 2004, pagandolo 293 milioni di dollari, per coordinare la sicurezza di tutta la security nel Paese: 20 mila uomini. Il più grande esercito occidentale in Iraq, logicamente dopo gli americani.

Video

L’ultimo scandalo, riconosciuto, della Aegis Defence Services in Iraq vede coinvolti alcuni dei suoi uomini di pace? che circolano con i suoi veicoli lunghi le strade dello Iraq sparando indiscriminatamente su le auto civili e provocando vittime.

(clicclare su il video e premere tasto destro del mouse scegliere la funzione play)

Scritto: da LuisB

giovedì, 29 marzo 2007

Pedopornografia e la gogna telematica

medium_unesco.3.jpgDallo suo ingresso nello nostro vivere quotidiano Internet rappresenta un canale di comunicazione innovativo che ha espresso, sin da subito, un potenziale conoscitivo estremamente ricco e articolato soprattutto in termini di offerta informativa e le nuove opportunità comunicative. La constante crescita e sviluppo della gamma dei servizi e dei possibili usi che la rete mette a disposizione degli utenti, infatti, è considerevolmente ampia ed eterogenea e si contraddistingue per il suo carattere flessibile e mutevole.

Rispetto ai consueti media tradizionali, Internet ha esteso le frontiere della comunicazione facilitando, oltretutto, la sperimentazione di nuove modalità relazionali: in questo modo il cyberspazio, diventa un luogo per lo scambio non soltanto di materiali, ma anche di esperienze ed un canale privilegiato per la condivisione di vissute, idee, valori, informazioni e opinioni.

Il web diventa anche un luogo di esperienze nuove, per certi aspetti compensatori e rispetto ad una dimensione reale a volte non soddisfacente. Anche nell’ambiente virtuale esistono, infatti, dinamiche di gruppo e, come nel mondo reale, si sviluppa la socialità. Internet rappresenta oggi, per molti, la risposta alla crescente difficoltà di stabilire contatti umani soddisfacenti, in una società probabilmente troppo improntata all’individualismo e a scambi superficiali, penalizzata da stili di vita frenetici e da un senso diffuso di diffidenza.

Nascono così delle comunità virtuali, composte da utenti che condividono esperienze comuni ed emozioni, tanto da creare dei reticoli sociali nel cyberspazio. Esistono, però, molti rischi legati all’uso di Internet che riguardano proprio i bambini e gli adolescenti e che rendono insidiosa la loro navigazione. Navigando in Internet e usufruendo dei servizi offerti è possibile che bambini e adolescenti si imbattano, spesso in maniera del tutto involontaria, in contenuti e usi illeciti o dannosi. Proprio per questo motivo è importante avere informazioni utili per prevenire situazioni problematiche e per affrontare circostanze che possano essere definite di “emergenza” in rete.

Questa “emergenza” non è solo un fenomeno nazionale, ma va visto in maniera globale, il pericolo adescamento sessuale verso gli utenti minorenni è constante ed in crescita.

Tra e tanti ostacoli che gli utenti minorenni possano trovare navigando online il pericolo maggiore è quello dell’adescamento da parte dei pedofili. I giovani utenti di Internet sono attratti dalla possibilità di comunicare online senza confini di spazio e dall’incontro con persone nuove, nonché dall’opportunità di potersi esprimere liberamente in una piena autonomia. Alla luce di queste considerazioni e da quanto sopra esposto, è possibile comprendere i motivi del fascino esercitato dal Web su bambini e adolescenti che, sempre più numerosi, utilizzano le potenzialità comunicative offerte dalla rete.

In un simile scenario, e soprattutto in assenza di una reale consapevolezza sui rischi della rete che riguarda sia i giovani navigatori sia gli adulti di riferimento che a volte possono non esercitare un’adeguata attività di controllo, si comprende la necessità di creare una maggiore sensibilizzazione sul tema dell’uso consapevole della rete e dei pericoli che essa presenta, tra cui l’adescamento di bambini da parte di presunti pedofili.

Per questi individui, infatti, Internet rappresenta uno dei più importanti ambiti di possibile adescamento, e non è difficile comprenderne le motivazioni: Internet consente di rimanere nascosti dietro uno schermo e la possibilità di non avere confini fisici, regalando ai molestatori online la grande risorsa di poter utilizzare la parola come strumento di penetrazione psicologica. Queste sono motivazioni più che sufficienti per capire l’importanza che rappresenta un mezzo quale il Web nel favorire le dinamiche di adescamento.

In questi giorni la catena televisiva statunitense Msnbc ha allestito un programma live d'intesa con la polizia locale di una contea della California, nella quale negli ultimi mesi si erano avuti numerosi casi di violenza in Rete a utenti adolescenti o minori. Una trappola che inizia con il controllo degli indirizzi di posta elettronica attivi utilizzati da individui nel cercare rapporti con adolescenti e minori.

Ai messaggi dei “predatori” rispondeva una finta quindicenne, presunta vergine, che si offriva per rapporti sessuali iniziatici con uomini esperti. Lo scambio di messaggi si concludeva con un appuntamento a casa della ragazzina, quando i genitori se ne andavano. Una troupe televisiva della NBC ha attrezzato la cucina di una casa di campagna, e ne restava nascosta, mentre lo sceriffo con i suoi uomini si appostava dietro l'abitazione.

Il programma della Msnbc mostra l'arrivo di ogni “predatore” che viene accolto sulla porta di casa da una attrice molto giovane con in braccio un cesto di biancheria da lavare. La ragazza fa accomodare su uno sgabello l'uomo e chiede di pazientare qualche minuto. Per subito dopo si dileguare dietro una tenda dalla quale emerge un uomo maturo che si qualifica come il padre della ragazza. Per meglio dimostrare la sua autorevolezza ha in mano il dattiloscritto dei messaggi Internet scambiati tra il presente “predatore” e la minorenne. Immediatamente il finto genitore sottopone il visitatore ad un serrato interrogatorio.

In questo momento le reazioni degli uomini nello affrontare questa pesante situazione si dimostrano differenti secondo la diversa personalità e capacità di reazione a dominare quella che per loro e' una vera e propria emergenza con conseguenze, lo capiscono bene da subito, di carattere penale.

Dopo qualche minuto il finto padre dichiara di essere un giornalista televisivo. Il visitatore, “predatore” pensando che il suo incubo è finito esce dalla casa con sollievo, ma appena fuori viene ammanettato dalla polizia locale e condotto in carcere. Ma come tutto questo fa parte di un programma live televisivo si seguono le immagini del processo, le condanne a pene pecuniarie, restrizioni o condanne pesanti secondo i loro personali precedenti penali.

L’obbiettivo, ufficiale, fornito sia della emittente televisiva che dalla locale autorità di polizia è che questa gogna televisiva ha lo scopo di scoraggiare quelli - e in verità sono tanti - che su Internet cercano contatti con gli utenti minori. Quanto ai mancati “predatori” come si può immaginare le loro vite restano irrimediabilmente marchiate sia in ambito famigliare che nella comunità di appartenenza.

Ciò che impressiona è la gamma di uomini che si caratterizzano come potenziali predatori: c'e' il camionista, faccia butterata aspetto da delinquente incallito confermato poi dalla sua fedina penale che lo vede responsabile di assalti sessuali, uso e spaccio di droga. L’individuo alle contestazioni del finto padre risponde con atteggiamento arrogante tipico di chi e' abituato a fronteggiare difficili situazioni con comportamenti criminali.

In questo scenario c'è spazio anche per il dirigente indiano di una società di software, tutto ossequioso e finto mite, che dice di avere risposto al messaggio della presunta ragazzina perchè il suo matrimonio sta crollando. Ma a crollare è la sua vita.

Un altro personaggio “predatore” che lascia segno é il reduce dall'Iraq, un sergente ispanico decorato, con moglie e figli. Quando il giornalista scopre il gioco si butta in ginocchio ai suoi piedi, piangendo e lo supplica di non rovinarlo. Ma a rovinarlo ci pensa la polizia che lo arresta appena lui varca, quasi che rassicurato, la porta di casa.

In pratica l'aspetto che più colpisce in questa serie televisiva statunitense, è il fatto, cioè, che questi individui, di sicuro moralmente e giudizialmente reprensibili, sono candidati ad una tortura “live” mediatica con la scusa della repressione alla pedopornografia su Internet. Questo perché nonostante il tentativo di repressione televisivo di Msnbc il numero dei contatti illeciti via Internet è, come facilmente prevedibile, in continuo aumento in California, come in tutto il mondo. A vantaggio della stazione televisiva va il fatto che l’audience per questi programmi “verità” sta aumentando vertiginosamente.

Per approfondimento

Consigli per i gli utenti Internet più piccoli

Internet ha cambiato il modo di comunicare, diventando oggi uno strumento molto utile nella vita di tutti i giorni. Per contrastare eventuali insidie è necessario considerare alcuni avvertimenti:

  • Essere diffidenti nei confronti di chi vuole sapere troppe cose.
  • Non dare nessuna informazione personale o sulla famiglia (per esempio: nome, numero di telefono, indirizzo o quello della scuola…) senza averne prima parlato con i genitori;
  • Non condividere mai la password, neanche con gli amici: è un dato riservato e personale;
  • Se viene trovato materiale che crea disagio, non approfondire da soli per cercare di saperne di più: occorre parlare con i genitori o con gli insegnanti;
  • Se si intende incontrare una persona conosciuta via Internet, informare sempre PRIMA i genitori e consigliare anche all’altra persona di fare lo stesso. E comunque non andare mai da soli all’appuntamento. In questo modo è possibile evitare brutti incontri;
  • Non entrare mai in siti “a pagamento” che richiedono il numero di una carta di credito o anche solo il nome e indirizzo e-mail;
  • Se si capita in un sito dove è scritto “accesso vietato ai minori” occorre rispettare quell’indicazione.

S.O.S. Telefono Azzurro

Due le linee: l’1.96.96, per i bambini fino a 14 anni, e l’199.15.15.15, dedicata agli adolescenti e agli adulti. Il Call-Center è al lavoro 24 ore su 24 tutti i giorni, per una attività di ascolto e di accoglienza delle difficoltà dei bambini e degli adolescenti italiani e stranieri al fine di sostenere e di offrire un aiuto competente nelle situazioni di solitudine, difficoltà relazionali, problemi affettivi, situazioni di disagio, maltrattamento e abuso.

Link

Commissariato di PS online

Ministero dell’Interno

Polizia postale e delle comunicazioni

Child Exploitation and Online Protection Centre (in lingua inglese)

Comitato Internet e Minori

Movimento difesa del Cittadino Junior


Video

 

giovedì, 22 febbraio 2007

Garota de Ipanema

Alla fine del 1966, Tom Jobim si trovava Rio de Janeiro, nello stesso locale di Ipanema nel quale nacque l'idea di Garota de Ipanema. Ricevette una telefonata dagli Stati Uniti:

"Mi piacerebbe fare un disco con te e volevo sapere se l'idea poteva interessarti".

All'altro capo del telefono c'era Frank Sinatra.

Il disco fu registrato a Los Angeles e Jobim compose per l'occasione due pezzi nuovi: Wave e Triste. Tom arrivò negli Stati Uniti nel gennaio del 1967 e passò molto tempo, da solo, in hotel, aspettando che il celebre cantante americano si facesse vivo per iniziare la registrazione. Sinatra era in fuga alle Barbados per sfuggire alla moglie Mia Farrow dopo una lite. In hotel passava il tempo componendo, guardando la TV e scrivendo lettere a Vinicius de Moraes (nelle quali si definiva frustrato, annoiato e infelice e alla fine delle quali si firmava come Astênio Claustro Fobim).

Quando Sinatra arrivò e iniziarono le registrazioni, Jobim era abbastanza nervoso e preoccupato. Sinatra lo mise subito a suo agio. Prima volle registrare alcune canzoni americane arrangiate da Claus Ogerman su ritmi brasiliani per prendere confidenza con lo stile e in quelle canzoni si fece accompagnare da Tom alla chitarra e al pianoforte e duettò con lui in inglese. Poi iniziarono le registrazioni dei pezzi di Jobim tra le quali spiccano Insensatez, Dindi e una bella versione di The Girl From Ipanema con Tom che canta in portoghese.

Il disco, intitolato Francis Albert Sinatra & Antonio Carlos Jobim, fu elogiato dalla critica e vendette molto bene (anche per gli standard di Sinatra a quei tempi). Tom partecipò anche allo show televisivo per la NBC di Sinatra (duettarono su Corcavado). Qualche anno dopo Sinatra realizzò un altro disco con canzoni di Jobim, Sinatra e Company, con arrangiamenti di Eumir Deodato.

medium_jobim.jpgAntonio Carlos Jobim, nacque il 25 gennaio 1927 (deceduto il 8 dicembre 1994 a New York, USA) nella casa dei suoi genitori in Rua Conde do Bonfim 634, nel quartiere di Tijuca, nella zona nord Rio de Janeiro, ma si trasferì presto, con la famiglia, a Ipanema, sul litorale della città carioca.

Tom, come verrà sempre chiamato, era figlio di un diplomatico, professore, poeta e scrittore, Jorge Jobim, e di una professoressa, Nilza Brasileiro de Almeida Jobim, direttrice di una rinomata scuola femminile. Nel 1931, naque la sua unica sorella, Helena, divenuta scrittrice e giornalista.

L'appellativo di Tom gli fu dato dalla madre, ispirandosi ad una canzone francese, perché la piccola Helena non riusciva a dire il nome completo del fratello maggiore.

Jobim fu uno degli inventori del genere bossa nova e uno dei protagonisti della musica popolare brasiliana. In oltre 40 anni di carriera Antonio Carlos Jobim ha scritto centinaia di canzoni e brani musicali. Oltre 250 sono quelle registrate; si supera quota 300 se si considerano le canzoni tradotte in altre lingue. Considerato da molti il più importante compositore brasiliano, nel suo paese è conosciuto semplicemente come O Maestro.

Scritto: LuisB

lunedì, 15 gennaio 2007

Terra SOS – Pianeta nel caos

medium_new-orleans-katrina.jpgSecondo l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia il 2006 è stato il sesto anno più caldo del secolo e nelle “classifiche meteorologiche” potrà vantare l’Autunno più caldo degli ultimi 500 anni in Europa. Secondo i dati, le temperature medie di settembre e ottobre sono state di circa 11°, ovvero 1,8° sopra la media del periodo, mentre novembre ha segnato un’anomalia di oltre 2,5° oltre la media del periodo.
Con questi numeri l’autunno 2006 si attesta come più caldo di oltre un grado delle tre precedenti annate da record, il 1771, il 1938 e il 2000. Queste variazioni segnano un trend. Le temperature autunnali in Europa sono aumentate di circa 0,45° per decennio negli ultimi trenta anni; i dati mostrano che l’ultimo trentennio è stato in assoluto il più caldo e gli ultimi dieci anni la decade più calda.
medium_city_Europa.JPGIn Europa il riscaldamento più significativo si è registrato su Scandinavia e isole britanniche. Questo progressivo innalzamento delle temperature fa sì che il ghiaccio dell’oceano Artico continui a scendere con una diminuzione media dell’8,59% ogni decennio ovvero 60 mila Km2 in meno l’anno, una superficie superiore a quella della Svizzera. Ma anche senza ricorrere ai dati, basta guardare ai boccioli di rosa nei giardini o i prati verdi delle Alpi per capire che qualcosa non quadra in questo strano paesaggio quasi “invernale”.
La Commissione Europea in queste settimane ha lanciato un pacchetto integrato per ridurre le emissioni nel corso del XXI secolo. Obiettivo finale quello di una gestione intelligente dell'energia disponibile e mantenere sotto controllo il cambiamento climatico.
Il documento della Commissione appare concreto e le misure che indica sembrano realistiche. In particolare l’Unione Europea indica l’obiettivo di una riduzione del 20% del valore del 1990 delle emissioni di biossido di carbonio (anidride carbonica) e di altri gas serra entro il 2020. Questa percentuale dovrebbe essere incrementata al 30% nel contesto di un protocollo internazionale più ampio. Entro il 2050, poi, l’obiettivo è di dimezzare le emissioni, sempre rispetto a quelle del 1990.
medium_pollution_global_hires.jpgUn piano di così ampio respiro è ormai vitale per la salute del nostro pianeta, il 2012 è l’anno in cui termina il protocollo di Kyoto, che è stato un primo passo significativo, perché a livello internazionale ha permesso di mobilitare governi e popoli per un obiettivo comune. Si tratta quindi di proseguire nel processo e di aumentarne significativamente la portata, anche con azioni unilaterali.
Secondo le stime, queste misure a livello planetario dovrebbero essere in grado di limitare l’aumento di temperatura a livello globale sotto i 2°.
Ma è una previsione significativa?
medium_20060708-26-EUR-L4UHFnd-MED-v01.jpgRispetto agli anni in cui è stato siglato, certamente abbiamo capito di più il funzionamento dei meccanismi climatici e queste previsioni a medio-lungo termine sono di conseguenze piuttosto credibili. Però, tuttavia, al di là delle soluzioni fisico-matematiche, lo stato attuale dell’inquinamento del nostro pianeta è oggettivamente preoccupante, per questo ci basti pensare alle mappe di ossido di azoto ricavate da ENVISAT, il satellite ambientale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), o alle misure satellitari di biossido di carbonio.
Oggi si può sperare in un’azione condivisa anche alla luce del recente Rapporto Stern che ha avuto una notevole eco e che quantizza le conseguenze economiche del cambiamento climatico. La conclusione e che i costi che oggi dobbiamo pagare per limitare il cambiamento climatico sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli che dovrebbero pagare le generazioni future se non facessimo niente. Anche perché l’inquinamento, al di là del cambiamento climatico, è responsabile di un numero sempre maggiore di decessi in ambienti per complicazioni alle vie respiratorie o che indicano una diffusione sempre maggiore di irritazione delle vie aeree e di altre reazioni allergiche, come l’asma.
medium_0_1020_405135_00.jpgE con l’industrializzazione sempre maggiore dei paesi emergenti è difficile pensare che la situazione possa migliorare se non interveniamo alla tutela della biodiversità. Da più parti, infatti, ci sono indizi che sia in corso una vera e propria estinzione di massa. Si stima che ogni giorno scompaiano circa 100 specie animali. Non se ne accorge nessuno perché si tratta soprattutto di insetti, ma sono stati recentemente lanciati anche allarmi anche per la diminuzione della popolazione di orsi bianchi, messi in difficoltà dall’arretramento dei ghiacciai.
L’inquinamento e il cambiamento climatico sono stati identificati come alcune delle cause di questa apparente estinzione di massa. Per ridurne il tasso, l’ONU ha varato la Convenzione sulla diversità biologica. Dal canto suo l’ESA ha ideato il progetto DIVERSITY, che si prefigge il controllo satellitare delle attività di implementazione del progetto, in particolare del Centro America, una delle maggiori riserve di biodiversità del mondo. Saranno realizzate mappe delle barriere coralline, mappe della distribuzione delle mangrovie, saranno implementati servizi per il controllo della qualità dell’acqua, verranno studiati i flussi migratori tra Isole Galapagos e Isole Cocos e così via.
medium_800px-Regnbyge.jpgUn recente risultato di alcuni ricercatori dell’Università di Miano e di Cagliari evidenzia addirittura una relazione tra il cambiamento climatico e disagio psichico. Secondo la ricerca, che sarà pubblicata sul Journal of affective disorders e che ha preso in esame i dati dal 1974 al 2003, c’è un evidente legame tra incremento della temperatura e incremento della probabilità di occorrenza di suicidi. La relazione vale soprattutto per i maschi ed è evidente per il periodo che va dalla tarda primavera alla fine dell’estate.
La relazione tra temperatura e tendenza all’omicidio era già nota, naturalmente, ma è la prima volta che in Italia si dimostra che lo stesso disagio vale anche per i suicidi. Esiste anche un altro periodo “a rischio”: sono i mesi di novembre e dicembre, quando un maggior calore in atmosfera comporta una più ampia copertura nuvolosa e, dunque, una minore esposizione diretta al Sole. Per le donne non sono state trovate correlazioni analoghe: la spiegazione che viene data, dal punto di vista psicologico, è che, in media, una donna dispone di una migliore rete sociale: più amici e più capacità di esprimere sentimenti.
Per approfondimento
medium_599px-The_Earth_seen_from_Apollo_17.jpgIl Protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in materia di ambiente sottoscritto nella città giapponese l'11 dicembre 1997 da più di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) ed il riscaldamento globale. È entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica da parte della Russia.
Il trattato prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una drastica riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio e altri cinque gas serra, precisamente metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoro di zolfo) in una misura non inferiore al 5,2% rispetto alle emissioni rispettivamente registrate nel 1990 (considerato come anno base), nel periodo 2008-2012.
È anche previsto lo scambio (acquisto e vendita) di quote di emissione di questi gas. Perché il trattato potesse entrare nella pienezza di vigore si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie, e che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti; quest'ultima condizione è stata raggiunta solo nel novembre del 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione.
medium_737.jpgTra i paesi non aderenti figurano gli Stati Uniti, responsabili del 36,1% del totale delle emissioni (annuncio fatto nel marzo 2001). In principio, il presidente Clinton aveva firmato il Protocollo durante gli ultimi mesi del suo mandato, ma George W. Bush, poco tempo dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, ritirò l'adesione inizialmente sottoscritta dagli USA. Alcuni stati e grandi municipalità americane, come Chicago e Los Angeles, stanno studiando la possibilità di emettere provvedimenti che permettano a livello locale di applicare il trattato, il che comunque non sarebbe un successo indifferente: basti pensare che gli stati del New England, da soli, producono tanto biossido di carbonio quanto un grande paese industrializzato europeo come la Germania. Anche l'Australia ha annunciato che non intende aderire all'accordo, per non danneggiare il proprio sistema industriale. Non hanno aderito neanche Croazia, Kazakistan e Monaco.
Riscaldamento globale (global warming nella letteratura scientifica in inglese) è un termine popolarmente usato per descrivere l'aumento nel tempo della temperatura media dell'atmosfera terrestre e degli oceani. Il termine scientifico corretto è invece surriscaldamento globale.
Documenti
Protocollo di Kyoto (Documento in formato Pdf in lingua italiana)
Video

SOS Terra - Earth SOS
Video inviato da LuisB
Scritto: da LuisB

 

mercoledì, 10 gennaio 2007

L’impiccagione di Saddam (Video choc)

medium_NY19812300333-big.2.jpgUn video agghiacciante, il terzo video illecito che viene alla luce da quando l'ex presidente iracheno è stato giustiziato per crimini contro l'umanità il 30 dicembre scorso, che mostra prima, durante e il dopo impiccagione dell’ex rais di Bagdad Saddam Hussein.
In 27 secondi, ripresi senza alcun rispetto per la persona, mostra il corpo del dittatore iracheno subito dopo l’impiccagione, disteso su una barella e coperto con un lenzuolo bianco, Saddam ha una profonda ferita sul collo.
medium__42406823_phones_afp_203b.jpgLe cruente immagini odierne sembrano essere state filmate in una stanza illuminata dalla luce del giorno. Si sente un uomo che si rivolge a un altro familiarmente chiamandolo Abu Ali e che gli mette fretta, forse perché chi stava filmando sapeva di fare qualcosa di illecito.
Subito dopo l'esecuzione, una stazione televisiva gestita dal partito sciita Dawa del primo ministro Nuri al-Maliki aveva mostrato un filmato in cui compare Saddam adagiato su un lenzuolo, simile a quello diffuso oggi, ma non mostrava la ferita al collo.
Per approfondimento
Link
Video
Scritto: da LuisB

lunedì, 08 gennaio 2007

Iraq morte in diretta

medium_grizzlyadams.jpgDada come vinta dagli USA una guerra non voluta dall’ONU, imprigionato il dittatore Saddam, la pace non regna in Iraq, da dove giungono senza sosta notizie di efferati delitti e scontri cruenti. L’Iraq dei nostri giorni visto dappresso, è un paese che implode, osservato da una prospettiva più discosta, che prova a comporre un quadro rilevante, è l’espressione di un processo di globalizzazione che sta assegnando un ruolo specifico ad ogni paese – spingendo anche il terrorismo ad organizzarsi con la flessibilità delle reti.
Ma ciò che in queste ultime settimane di fine anno e inizio di un nuovo anno ha colpito l’opinione pubblica internazionale, è che il vecchio 2006 sia finito con un'impiccagione, quasi in stile coloniale, trasmessa quasi interamente (salvo per gli ultimi istanti di vita di Saddam) dalla televisione di stato dell'Iraq. E che ore più tarde è venuto a completarsi con i video girati con i telefonini in fase di esecuzione dai stessi esecutori della sentenza e trasmessi, inizialmente, integralmente dalla catena televisiva arabe AlJazeera.
medium_fake_saddam_2.jpgDurante tutto il processo all’ex dittatore iracheno, la manipolazione era così evidente che persino la più grande organizzazione americana dell'industria dei diritti umani - Human Rights Watch - ha dovuto condannarlo come una farsa completa. Su ordine diretta del governo statunitense sono stati sostituiti i giudici, gli avvocati difensori sono stati uccisi e l'intero procedimento.
L'Europa, da sempre politicamente debole in questo conflitto ma in qualche modo moralmente avanzata, la pena capitale una barbarie, anche quando viene applicata a un criminale. Sicuramente siamo in molti, forse la maggioranza, sul Vecchio Continente, a condividere i severi giudizi dei nostri uomini di governo sull'esecuzione di Baghdad.
medium_image1388936g.jpgQuando il presidente Usa George W. Bush definisce ufficialmente l'esecuzione come "una pietra miliare", sulla strada della democrazia irachena in gestazione, cerca di dare l'impressione che l'immagine dell'ex raìs alla forca chiude un capitolo e ne apra un altro.
A questo fine personalizza, dà contorni concreti, a una situazione tragicamente confusa e irrisolta, dalla quale né lui né i suoi generali negli ultimi 3 anni sanno in verità come uscire, né hanno un'idea di come andrà il tutto a finire. Ormai la convinzione generale è che dall'Iraq nessuno se ne va per vincitore.
Ciò che per gli uni è vendetta, per gli altri è martirio, e cosi si rivelano le passioni suscitate dall'impiccagione di Saddam Hussein sono quelle di una guerra civile in corso, in cui non ci sono ancora vinti e vincitori, e quindi il sangue continuerà a scorrere, perché gli uni vorranno difendere quel che è stata per loro una giusta punizione e gli altri lavare quel che è stato per loro un delitto.
medium_30saddam_promo.jpgL'impiccagione di Saddam Hussein è stato un episodio, un altro, della guerra civile e in una guerra civile i giudici non hanno alternative. Non che ci fossero dubbi sulla colpevolezza di Saddam. Tra i viventi non aveva rivali. L'indonesiano Suharto, che governava su una montagna di cadaveri (almeno un milione, se accettiamo le stime più basse) è stato protetto lunghi tutti gli anni del suo governo dai governi di Washington. Lui non ha mai dato noia come Saddam.
In tanti hanno notato che I giudici di Bagdad non hanno avuto il tempo materiale di esaminare tutti i delitti di Saddam, individuali o di massa. Ci sono limitati a giudicare la strage del 1982 (143 sciiti uccisi nel villaggio di Dujail), ed è bastata per infliggergli la pena capitale. Non hanno avuto il tempo di passare in rassegna tutte le repressioni ordinate dal rais contro i kurdi e gli sciiti, che hanno fatto decine di migliaia di morti. In alcuni di questi spesso sono state usate armi chimiche.
medium__1100529_desfox300.jpgDa un’altra parte si preferisce dimenticare che ex dittatore ha commesso la maggior parte dei suoi crimini, quando era un fedele alleato degli Stati Uniti e dei governi che oggi lo accusano. Come egli stesso ha ammesso durante il processo, fu l'approvazione di Washington a farlo sentire al sicuro nel gassare Halabja con agenti chimici, in piena guerra Iran-Iraq. Meritava un processo e una punizione appropriati, in un Iraq indipendente da forza esterne.
Ad oggi Saddam impiccato conserva una forte valenza politica che viene fruttata da più parti. Non solo perché attizza la guerra civile, ma perché provoca un'insolita unità di sentimenti in capitali in aperta tenzone. Ad esempio trà i falchi a Washington e a Teheran. Nella Repubblica islamica fondata da Khomeini il ex dittatore Saddam era detestato quanto in America. Magari anche di più. Il raìs iracheno aggredì l'Iran indebolito dalla rivoluzione e in quella guerra che occupò gran parte degli anni Ottanta, e che secondo più fonti si dice abbia fatto oltre un milione di morti, egli fu sostenuto dall'Occidente, con in testa il governo statunitense. A quei tempi Saddam era per tutti e governi occidentali il condottiero laico che arginava la rivoluzione integralista degli ayatollah.
medium_Rumsfeld-vs-Saddam.gifLa fretta che hanno avuto sia il attuale governo transitorio iracheno che i governi dei paesi a loro collegati – Usa in testa - nel giudicare Saddam era forse dovuta anche al desiderio di non attardarsi troppo su crimini che avrebbero riesumato vecchie complicità e interessate indulgenze. Questi affari ben remunerati sarebbero emersi, insieme alle vecchie complicità americane, se i giudici di Baghdad non avessero avuto tanta fretta. Se potrebbe concludere che un tiranno morto può arrivare a fare miracoli. Ma a quelli più ottimisti è meglio ricordare che nulla è finito con Saddam sottoterra. 
Per approfondimento
medium_800px-Flag_of_Iraq.JPGL'Iraq (talvolta anche Irak per via della traslitterazione inglese) è uno Stato dell'Asia. Confina con Turchia a nord, Arabia Saudita e Kuwait a sud, Siria a nordovest, Giordania a ovest e Iran verso est. Discende dall'antica Mesopotamia. La capitale e la città più grande è Baghdad.
Il presidente è stato per circa 25 anni Saddām Husayn, dal 9 aprile 2003 l'Iraq è stato un protettorato militare americano, e dal gennaio 2005 un governo locale di transizione sta gestendo la nazione. Possiede le seconde riserve di petrolio mondiali.
Link
Dossier Iraq (Fonte: Repubblica.it) Avvenimenti in tempo reale, Immagini Tutte le foto dal fronte. Diario di guerra Le voci degli inviati, Mappe e grafici Scenari e armamenti
medium_reportage.jpg"In nome del petrolio - la verità scomoda": è il titolo dell'inchiesta di Rainews24 sulla missione italiana in Iraq, andata in onda il 13 maggio 2005. Nel reportage è stato mostrato un dossier del governo, redatto sei mesi prima della guerra in Iraq, nel quale già si indicava Nassiriya come località strategica per l'Italia, rispetto ai nostri interessi petroliferi. Foto, filmati e testimonianze sull'attività del contingente italiano dimostrano come il motivo principale della nostra presenza a Nassiriya sia la protezione di oleodotti e raffinerie, in una zona ricchissima di giacimenti.
Sito web del governo di transizione (in lingua araba e inglese)
Video

Hot Badgad
Video sent by LuisB

Convoglio militare Usa attaccato in pieno centro di Bagdad. In questo video ripreso dall’interno di uno dei veicoli di scorta si può capire la facilità come le truppe americane sono bersagliate della guerriglia ma anche con quale facilità dei civili innocenti si possano vedere coinvolti.

Scritto: da LuisB

venerdì, 15 dicembre 2006

Vita da Ufficio

Specchio di una giornata lavorativa nell’area marketing del mitichissimo portale internet Alice…  

 

Vita da Ufficio
Video sent by fragua73

16:15 Scritto in Opinione, Umore, Video | Link permanente | Segnala | Tag: Ufficio, Alice

giovedì, 14 dicembre 2006

Partiti italiani a quota ventitrè…

medium_simboli.jpgAi giorni nostri dove la crisi e nella bocca di tutti c’è un settore in Italia dove la crisi pare non se sia fermata: quella dei partiti politici. In questo momento i partiti italiani sono così tanti che probabilmente neanche i più aggiornati giornalisti li conoscono tutti.
Eppure anche i più piccoli di questi partiti, hanno il potere di tenere in scacco il governo, e non solo quello attualmente in carica.
Ultimamente hanno destato un certo scalpore sia politico sia medianico, e anche una buona dose d'ilarità tra la popolazione, le interviste-quiz fatte dalle “Iene” ai deputati italiani, in maniera del tutto bipartisan. E cosi gli italiani da un giorno al altro hanno scoperto per la bocca dei loro rappresentati al governo della nazione che c'era chi confondeva il Darfur con il fast food e chi collocava la rivoluzione francese nella seconda metà dell'ottocento, facendo più o meno lo stesso con la scoperta dell'America, alla buona anima del povero Cristoforo Colombo. La conseguenza di queste interviste-quiz e che gli onorevoli si sono rivelati "specchio del paese", persone che, più o meno nella stessa misura dei loro stessi elettori, hanno marinato la scuola o letto fumetti sotto il banco.
medium_stor_7514978_33190.jpgCosi come le interviste – quiz erano bipartisan anche la reazione dalle forza politiche ci sono mosse in quella direzione, avvilendosi, battendosi il petto e prendendole con quelle carogne di giornalisti e con le loro domande a trabocchetto, ma perchè i rappresentanti del popolo non potrebbero semplicemente rovesciare il gioco. Perché non li vediamo mai davanti a Montecitorio, armati di microfono, che fermano un cittadino qualsiasi e gli chiedono: "Mi dica, quanti partiti formano l’attuale coalizione governativa? E quanti si trovano all'opposizione?".
Ma in buona verità quanti tra Voi, sapreste rispondere a questo quiz? Be', pare che siano 13 quelli dell'Unione di Prodi (di cui nove hanno ministri o sottosegretari), mentre le forze d'opposizione sono appena una decina.
Il bello è che scommetto che non c'è un italiano, neanche tra i giornalisti (compreso il mitico Bruno Vespa), capace di elencare d'un fiato tutti gli attuali 23 partiti. E questo senza contare che alle ultime elezioni ce n'erano anche altri, aggregati alle due coalizioni, che pur non avendo eletto neanche un deputato, si ritengono comunque "indispensabili". E’ il peggio è che hanno ragione.
Ma per fare un esperimento semplice, semplice partiamo da quest’esempio, il candidato Romano Prodi senza il “Partito dei pensionati”, non avrebbe mai vinto, dato che lo scarto finale tra i due schieramenti era di appena 24mila voti.
medium_dc.jpgPerò per un paese come l’Italia che attraversa una crisi economica, e per certi versi sociale, è lecito chiedersi se questi partiti sono indispensabili ai cittadini. Poche settimane fa abbiamo saputo con grande stupore che la “Democrazia cristiana” non è mai morta, anzi è vivissima e lotta insieme a noi o, per essere precisi, insieme a Prodi. Tant'è che il premier si è visto obbligato a renderle un tributo partecipando al congresso di questa fantomatica forza politica, la cui esistenza è sfuggita per anni agli italiani e a buona parte dei marziani.
Ma anche partiti ben più robusti di questa Dc o dei Pensionati destano qualche perplessità. Certo, la faccia di Gianfranco Rotondi la vediamo un giorno sì e l'altro pure su tutti i tg della Rai. Ma chi ha mai sentito il bel nome del suo partito: Nuova Dc per le autonomie (naturalmente da non scambiare con l'altra Dc e tanto meno con l'Udc)? Chi l'ha mai visto in un quartiere? Chi ne conosce uno straccio di attività, chi ha mai conosciuto un militante?
Neanche nel paese più creativo, fatta magari l’eccezione per paesi come il Venezuela, Bolivia e Repubblica del Congo, c'è spazio per 23 culture politiche diverse, per 23 espressioni autentiche di idee politiche ben radicate tra gli elettori. Tra l'altro non c'è neanche il personale politico per riempire i ranghi di una tale sfilza di partiti. Ne fa le spese Antonio Di Pietro a ogni elezione.
medium_imagesCA44SUJU.jpgLui, il paladino della giustizia per tutti e a tutti costi, entrato in politica come moralizzatore e nemico giurato di onnipresente Silvio Berlusconi, non trovando di meglio sul mercato, riempie le sue liste con ex di ogni risma, ex Dc, ex Forza Italia e via dicendo.
E tutti questi ex, appena eletti, si scoprono subito ex dipietristi, come il senatore Sergio De Gregorio, che fa tremare il governo Prodi. Per non parlare di Clemente Mastella, che ad ogni elezione lo troviamo presente in ogni salsa e alleato del vincitore di turno.
medium_berlusca-prodi.jpgPer la verità tutto questo non sarebbe neanche tanto grave, se delle forze così esigue non potessero giocare il ruolo di ago della bilancia. Ormai è diventato una necessità, oserei dire quasi vitale, che si approvi una riforma che elimini il potere di ricatto di questi partiti in formato tascabile e che dovrebbe trovare il consenso d’entrambi i poli, nel fine dei conti è avvilente tanto per Prodi quanto per lo stesso Berlusconi dover trattare con dei partiti fantasma e rischiare pure l'assalto delle Iene di turno.
Per approfondimento
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Partiti politici e coalizioni (Fonte: Alice.it) 
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Scritto: LuisB

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